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Cronaca
09 Marzo 2026 - 19:03
Ronald Adarlo
Sarà l’autopsia a fare luce sulla morte di Ronald Adarlo, 49 anni, custode e giardiniere nella villa torinese di Marco Lavazza, vicepresidente dell’omonimo gruppo e dell’Unione Industriali di Torino, deceduto sabato scorso in circostanze ancora da chiarire. La Procura di Torino ha infatti disposto l’esame autoptico e nelle prossime ore nominerà il medico legale incaricato. Al momento è stato aperto un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dal pubblico ministero Mario Bendoni, stanno cercando di ricostruire quanto accaduto intorno alle 17.30 di sabato in via Alby 20, sulla precollina torinese, dove si trova la residenza di Marco Lavazza.

Secondo una prima ricostruzione, Adarlo sarebbe caduto da un balcone mentre stava svolgendo alcuni lavori all’esterno della villa, precipitando nel cortile interno della proprietà. A trovare il corpo sarebbero stati gli addetti alla vigilanza, che hanno immediatamente dato l’allarme.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 di Azienda Zero e i carabinieri del Nucleo Radiomobile. Successivamente sono arrivati anche i tecnici dello Spresal, il servizio che si occupa della sicurezza nei luoghi di lavoro, mentre la Sezione Investigazioni Scientifiche dell’Arma ha effettuato un lungo sopralluogo con rilievi tecnici per chiarire la dinamica dell’accaduto.
Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi: tra queste il suicidio, un incidente sul lavoro oppure la possibilità che il 49enne, di origine filippina, sia stato colpito da un malore prima della caduta. A rafforzare la pista dell’incidente sarebbe anche il ritrovamento, vicino al corpo, del caschetto di protezione che l’uomo indossava mentre lavorava.
Al vaglio degli investigatori ci sono inoltre le immagini degli impianti di videosorveglianza installati all’interno della proprietà, acquisite nel corso delle indagini.
L’ipotesi del suicidio, però, viene respinta dalla famiglia. La sorella del 49enne, Rose Marie Adarlo, ha raccontato: «Mio fratello era una persona allegra, sempre sorridente - racconta - stava bene, non l'avrebbe mai fatto. Amava il suo lavoro e la famiglia».
Ronald Adarlo viveva in Italia da circa vent’anni. Lavorava per la famiglia Lavazza da otto anni, ma aveva già prestato servizio per circa dieci anni per i precedenti proprietari della villa. Abitava in una casa accanto alla residenza. La moglie si trova attualmente nelle Filippine, mentre nelle scorse ore è arrivato a Torino il figlio, che lavora in Puglia, in un ristorante di Lecce.
Subito dopo la tragedia la famiglia Lavazza ha diffuso una nota in cui ha espresso «profondo dolore e sgomento per la tragica fatalità», assicurando «piena collaborazione per chiarire le circostanze di quanto avvenuto».
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