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Cronaca
06 Marzo 2026 - 19:33
Saluto Romano (foto di repertorio)
Un’attività di proselitismo neofascista che avrebbe sfiorato anche ambienti delle Forze Armate. È uno dei capitoli emersi dall’inchiesta condotta a Torino dai carabinieri del Ros sul gruppo denominato “La Barriera – Avanguardia Torino”, finito sotto indagine per una serie di iniziative e comportamenti riconducibili all’apologia del fascismo.
L’11 marzo diciassette attivisti del sodalizio dovranno comparire davanti al giudice per l’udienza preliminare. Tra loro figura anche il figlio di un assessore regionale di Fratelli d’Italia. Ai membri del gruppo vengono contestati comportamenti come la “cerimonia del presente”, le invocazioni al Duce, slogan e canzoni che richiamano il Ventennio, oltre a espressioni riconducibili al razzismo e all’antisemitismo, pronunciate durante cene, concerti e serate conviviali organizzate dal gruppo.
Ma nei report dei Ros confluiti negli atti dell’inchiesta emergono anche altri elementi. Gli investigatori hanno monitorato per mesi il locale utilizzato come punto di ritrovo dagli attivisti, l’“Edoras”, oggi chiuso, documentando la presenza di un numero crescente di militari dell’Esercito italiano descritti come “connotati da idee estremiste”.

Tre militari, tutti in servizio attivo a Torino o nelle vicinanze, sono stati identificati. Secondo quanto riportato nelle relazioni investigative, uno di loro “ha persino partecipato a una riunione operativa” con due leader del gruppo ed è stato notato, nell’autunno del 2024, mentre partecipava ad alcune iniziative organizzate dal sodalizio. Tra queste la preparazione di pacchi alimentari destinati agli alluvionati di Valencia e la posa di uno striscione dedicato a due ‘camerati’ di Alba Dorata uccisi in Grecia nel 2013.
Nessuno dei militari identificati è però indagato nel procedimento che riguarda La Barriera-Avanguardia. I carabinieri hanno comunque segnalato la loro presenza ai magistrati attraverso una relazione che, secondo quanto emerso, analizza anche la capacità del gruppo di portare avanti “proficue campagne di proselitismo”.
Dalle intercettazioni emerge inoltre l’ambizione degli attivisti di creare una rete internazionale di movimenti di estrema destra. In una conversazione captata il 2 dicembre 2023, due membri del gruppo si vantavano: «Torino è diventata la capitale europea del nazismo». Secondo gli investigatori del Ros, non si tratterebbe di semplici millanterie ma del tentativo concreto di costruire un network internazionale di organizzazioni “identitarie e nazionaliste”.
L’obiettivo, secondo l’analisi degli inquirenti, sarebbe quello di mettere in collegamento “gruppi diversi di estrema destra” e creare una struttura capace di “aggregare uomini” provenienti da diversi Paesi per “aumentare il peso specifico di ogni iniziativa”.
È anche in questa prospettiva che viene letta la partecipazione di un attivista torinese ad eventi organizzati in Grecia e in Francia, contesti nei quali non sarebbero mancati scontri di piazza.
Quanto al profilo politico del movimento, secondo i Ros il gruppo “La Barriera-Avanguardia” si inserirebbe in un “progetto estremista di lunga durata allineato all’ideologia eversiva di Terza Posizione”, rielaborata e riproposta, secondo gli investigatori, nella “Gilda dei Lanzichenecchi”, dove sarebbe stata recuperata e “ripulita” dal passato terroristico.
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