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Cronaca
04 Marzo 2026 - 11:02
Torino, detenuto aggredisce due agenti con una stampella nel carcere delle Vallette
Momenti di tensione nella mattinata di martedì 3 marzo all’interno della casa circondariale di Torino, dove un detenuto ha aggredito due agenti della polizia penitenziaria colpendoli con una stampella e con calci. L’episodio è avvenuto al terzo piano del Padiglione B, una delle aree considerate più delicate dell’istituto.
Secondo quanto ricostruito, il detenuto – un uomo di origine nigeriana con disabilità – sarebbe uscito dalla propria cella raggiungendo la rotonda del reparto, rifiutandosi poi di rientrare nella camera detentiva nonostante i ripetuti inviti degli agenti in servizio.
La situazione è rapidamente degenerata. Quando i poliziotti penitenziari hanno cercato di convincerlo a tornare nella sua stanza, l’uomo avrebbe reagito con violenza improvvisa, colpendo uno degli agenti con una stampella. Nel movimento avrebbe poi perso l’equilibrio e, mentre gli operatori cercavano di bloccarlo, avrebbe sferrato un calcio a un secondo agente intervenuto in supporto del collega.
L’intervento del personale ha permesso di riportare la situazione sotto controllo, ma i due agenti coinvolti nell’aggressione sono rimasti feriti e hanno dovuto ricorrere alle cure mediche.
Entrambi sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria di Torino, dove sono stati sottoposti agli accertamenti sanitari del caso. Dopo le visite, i medici hanno disposto per entrambi una prognosi di due giorni. I poliziotti sono stati dimessi in serata.
L’episodio riaccende i riflettori sulle condizioni di sicurezza all’interno del carcere torinese, uno dei più grandi istituti penitenziari del Piemonte, da tempo al centro delle segnalazioni dei sindacati di categoria.
A intervenire è stato Leo Beneduci, segretario generale del sindacato OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), che ha denunciato una situazione sempre più difficile per il personale.
“Da tempo segnaliamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria la gravissima situazione del carcere di Torino – ha dichiarato – una realtà che non accenna a migliorare. Il terzo piano del Padiglione B rappresenta una delle aree più critiche dell’istituto. Gli agenti si trovano a operare in condizioni estremamente complicate, spesso senza il supporto necessario”.

Secondo il sindacato, gli episodi di tensione e di aggressione nei confronti del personale sarebbero diventati sempre più frequenti negli ultimi mesi. Una situazione che, secondo l’OSAPP, renderebbe difficile garantire un servizio regolare e condizioni di sicurezza adeguate all’interno della struttura.
“Ci troviamo davanti a una realtà che abbiamo più volte denunciato – ha aggiunto Beneduci – e che ormai ha raggiunto livelli insostenibili. Gli agenti sono spesso lasciati soli a gestire situazioni complesse e ad affrontare detenuti con problematiche particolari”.
Il sindacato ha sollevato anche un interrogativo sulla gestione delle sezioni detentive. “Se i detenuti risultano formalmente chiusi nelle celle, come ci viene riferito – ha spiegato – come è possibile che continuino a verificarsi episodi di questo tipo?”.
La richiesta dell’OSAPP è quella di interventi urgenti da parte dell’amministrazione penitenziaria per migliorare le condizioni operative del personale e garantire maggiore sicurezza all’interno dell’istituto.
Il carcere di Torino, noto come “Le Vallette”, ospita centinaia di detenuti e negli ultimi anni è stato più volte al centro del dibattito pubblico per i problemi legati al sovraffollamento, alla gestione delle sezioni e alle difficoltà del personale penitenziario.
L’aggressione avvenuta il 3 marzo si inserisce proprio in questo contesto, dove la convivenza tra esigenze di sicurezza, gestione dei detenuti e carenza di personale continua a rappresentare una delle principali sfide per l’amministrazione penitenziaria.
Per i due agenti feriti la vicenda si è conclusa con pochi giorni di prognosi, ma l’episodio riporta l’attenzione su un tema più ampio: le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria e la sicurezza all’interno degli istituti di detenzione.
Nel frattempo il sindacato ribadisce la richiesta di interventi immediati per evitare che situazioni simili possano ripetersi.
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