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Cronaca
01 Marzo 2026 - 10:08
Giardini Saragat, tende e baracche tra le aiuole: “Così il parco è diventato un dormitorio”
Tende canadesi tra gli alberi, giacigli di fortuna nelle aree comuni, cartoni e masserizie accatastate vicino alle panchine. Ai Giardini Saragat, al confine tra Barriera di Milano e Regio Parco, il verde pubblico si è trasformato in un dormitorio a cielo aperto. Una situazione che va avanti da tempo, denunciano i residenti, e che ora diventa terreno di scontro politico.
Le immagini circolate nelle ultime ore documentano la presenza stabile di alcune persone che avrebbero occupato porzioni del parco e parti comuni del complesso ATC adiacente, allestendo ripari di fortuna. Un fenomeno che, secondo chi abita in zona, sarebbe progressivamente cresciuto, alimentando preoccupazione per il decoro urbano e per la sicurezza.
“Non è più solo una questione di degrado, ma di vivibilità quotidiana”, racconta una residente che preferisce restare anonima. “La sera evitiamo di attraversare il giardino. Non sappiamo mai cosa possiamo trovare”. Il timore principale riguarda l’assenza di controlli e l’impressione che l’area sia stata lasciata a sé stessa.
Sul caso interviene il capogruppo di Fratelli d’Italia, che parla apertamente di parco “trasformato in un dormitorio” e annuncia di aver scritto al presidente Valerio Lomanto per sollecitare un intervento con gli enti competenti. “Abbiamo chiesto più volte al Comune maggiore attenzione su quest’area – spiega – con l’installazione di telecamere, la chiusura dei cancelli durante la notte e il potenziamento dell’illuminazione pubblica. Ma ad oggi non è stato fatto nulla”.
La richiesta è chiara: messa in sicurezza e ripristino del decoro. Un tema che tocca nervi scoperti in quartieri già segnati da fragilità sociali e criticità strutturali. Barriera di Milano, in particolare, da anni convive con problemi di occupazioni abusive, spaccio e marginalità. Il confine con Regio Parco non fa eccezione, e i Giardini Saragat rischiano di diventare l’ennesimo simbolo di un equilibrio precario.
Dal Comune, al momento, non risultano comunicazioni ufficiali specifiche sul caso. Fonti vicine all’amministrazione ricordano però che gli interventi in materia di sicurezza urbana richiedono il coordinamento con le forze dell’ordine e con l’ATC per quanto riguarda le aree di edilizia pubblica. La presenza di persone senza fissa dimora, sottolineano, va affrontata anche sul piano sociale, attraverso il coinvolgimento dei servizi competenti.
Ed è proprio questo uno dei nodi centrali: il confine tra ordine pubblico e disagio sociale. Se da un lato i residenti chiedono controlli e soluzioni immediate, dall’altro la presenza di tende e baracche racconta una fragilità che non può essere ignorata. Senza un’alternativa concreta, lo sgombero rischia di spostare il problema di qualche isolato più in là.
Intanto, però, il malcontento cresce. “Ogni cittadino andrebbe trattato nella stessa maniera, e non considerato di serie B”, attacca il capogruppo di Fratelli d’Italia, che annuncia battaglia in Consiglio comunale. La richiesta è quella di assumersi “le dovute responsabilità” e intervenire con misure strutturali.
Tra le proposte sul tavolo: videosorveglianza, chiusura notturna del parco, rafforzamento dell’illuminazione. Interventi già adottati in altre aree cittadine considerate sensibili. Resta da capire se e quando verranno estesi anche ai Giardini Saragat.
Nel frattempo, tra le aiuole e i vialetti, la convivenza resta difficile. E il parco, nato come spazio di aggregazione e respiro per il quartiere, continua a essere al centro di una tensione che va oltre il semplice degrado: è il riflesso di una città che fatica a trovare un equilibrio tra sicurezza, inclusione e qualità della vita.
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