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Cronaca
27 Febbraio 2026 - 11:21
Blitz in fabbrica, stop a due linee di produzione: scatta la sospensione per motivi di sicurezza (foto archivio)
Le sirene non si sono sentite, ma il segnale è stato forte. Un controllo congiunto tra carabinieri e ispettori dello Spresal, il servizio dell’Asl che vigila sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ha portato alla sospensione parziale delle attività in una nota azienda del territorio specializzata nella produzione di porte e infissi. Due linee di produzione sono state fermate in via cautelativa e resteranno inattive fino a quando non saranno completati tutti gli adeguamenti richiesti.
L’intervento è scattato nei giorni scorsi all’interno dello stabilimento, che impiega una quarantina di lavoratori e rappresenta una realtà storica del comparto manifatturiero locale. Un sito industriale che negli anni Novanta e Duemila aveva conosciuto una stagione di forte espansione, diventando uno dei punti di riferimento del distretto.
Secondo quanto emerso, al centro dell’ispezione ci sarebbero state le modalità di stoccaggio e gestione di materiali utilizzati nella produzione, in particolare polveri e sostanze potenzialmente infiammabili o esplodenti. I tecnici avrebbero riscontrato criticità tali da imporre prescrizioni immediate, con la conseguente decisione di bloccare parte dell’attività in attesa della messa a norma.
Non si tratterebbe di una chiusura totale dello stabilimento, ma di un fermo mirato che riguarda due specifiche linee produttive. Una misura che ha l’obiettivo di prevenire rischi per i lavoratori e per l’ambiente di lavoro, in attesa che l’azienda adegui impianti e procedure alle indicazioni fornite dagli organi di vigilanza.

La Procura della Repubblica ha confermato l’avvenuto intervento, ma al momento non risultano provvedimenti penali. Gli inquirenti sono in attesa della documentazione tecnica completa da parte dello Spresal per valutare eventuali profili di responsabilità. Dagli uffici dell’Asl filtra il consueto riserbo che accompagna queste fasi preliminari.
Fonti vicine alla proprietà sottolineano come l’azienda si sia immediatamente messa a disposizione delle autorità e stia lavorando per ottemperare alle prescrizioni ricevute. Le criticità riguarderebbero in particolare la gestione di alcune polveri, mentre – viene precisato – non verrebbero utilizzati solventi, ma colori a base d’acqua. Una distinzione che potrebbe assumere rilievo tecnico nelle valutazioni successive.
Resta da capire quanto tempo sarà necessario per completare gli interventi richiesti e consentire la ripresa a pieno regime delle attività. Per un’azienda manifatturiera, anche uno stop parziale può tradursi in ritardi nelle consegne, tensioni sulla produzione e ripercussioni sull’indotto.
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di controlli intensificati nei distretti industriali del Ciriacese. Negli ultimi mesi l’attenzione degli organi ispettivi si è concentrata con particolare rigore sulla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, in un contesto in cui la prevenzione resta una priorità assoluta.
Il settore della produzione di infissi e serramenti comporta l’utilizzo di macchinari complessi, materiali trattati e processi che richiedono standard elevati di protezione. La corretta gestione di polveri e sostanze potenzialmente infiammabili è uno dei punti chiave per evitare rischi di incendio o esplosione, oltre che per garantire la salubrità dell’ambiente interno.
La sospensione parziale rappresenta uno strumento previsto dalla normativa proprio per intervenire in modo tempestivo quando vengono rilevate situazioni che potrebbero mettere in pericolo i lavoratori. Non è una sanzione definitiva, ma una misura preventiva che impone all’azienda di adeguarsi prima di poter riprendere l’attività interessata.
Nel frattempo, lo stabilimento continua a operare nelle aree non coinvolte dal provvedimento. I dipendenti delle linee fermate restano in attesa di conoscere tempi e modalità della ripartenza.
La vicenda riporta al centro il tema della sicurezza industriale, in un territorio dove il tessuto produttivo rappresenta un motore economico fondamentale. Il messaggio delle istituzioni appare chiaro: la competitività non può prescindere dal rispetto rigoroso delle norme a tutela dei lavoratori.
Sarà la relazione tecnica dello Spresal a chiarire nel dettaglio l’entità delle criticità riscontrate e a orientare le eventuali decisioni della Procura. Per ora resta il dato di fatto: due linee ferme, prescrizioni da rispettare e un’azienda chiamata a dimostrare di poter garantire standard di sicurezza pienamente conformi. In un contesto dove l’attenzione degli inquirenti resta alta e dove ogni controllo diventa un banco di prova per l’intero distretto produttivo.
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