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27 Febbraio 2026 - 10:20
Truffe sempre più sofisticate: a Favria la prevenzione fa squadra
Una comunità attenta, partecipe, desiderosa di capire per proteggersi. È questo lo spirito che ha animato Favria giovedì 26 febbraio, dalle 15 alle 17, durante l’incontro dedicato alla prevenzione delle truffe promosso dal nascente “Gruppo Pensionati e non”. Un’iniziativa concreta, nata dalla volontà di offrire strumenti utili ai cittadini di fronte a un fenomeno sempre più diffuso, insidioso e sofisticato.
Non un semplice appuntamento informativo, ma un momento di autentica collaborazione tra Chiesa, amministrazione comunale e forze dell’ordine, unite da un obiettivo condiviso: tutelare la serenità delle persone.
Ad aprire il pomeriggio è stato don Gianni Sabia, che ha ringraziato i presenti sottolineando il valore profondo della sinergia tra realtà ecclesiale e istituzioni civili. La sicurezza, ha ricordato, non è solo una questione di ordine pubblico: riguarda la qualità della vita, la fiducia reciproca, la tranquillità delle famiglie.
Accanto al parroco, il sindaco Vittorio Bellone ha ribadito l’importanza di “fare rete”. L’idea di un incontro sulla prevenzione delle truffe, ha spiegato, era nata già anni fa in un confronto con il comandante della locale Stazione dei Carabinieri. Un progetto rimasto a lungo in sospeso, ma mai dimenticato, che oggi ha trovato concreta realizzazione grazie alla collaborazione tra parrocchia, Comune e Arma.
Favria resta un paese vivibile, con un tessuto sociale ancora solido. Ma non è immune da furti e raggiri. Episodi che, oltre al danno economico, lasciano ferite profonde: spesso vengono sottratti oggetti dal valore affettivo inestimabile — fedi nuziali, ricordi di famiglia, piccoli tesori che raccontano una storia e che nessun risarcimento potrà restituire.
Il cuore dell’incontro è stato l’intervento del comandante della Stazione dei Carabinieri di Rivarolo Canavese, il luogotenente Alfonso Lombardo, affiancato dal carabiniere Samuele Battisti. Con linguaggio chiaro, esempi concreti e grande capacità comunicativa, il comandante ha guidato i presenti in un percorso di consapevolezza: le truffe non colpiscono solo gli anziani, nessuno è immune. A dimostrarlo, il caso di un giovane che ha perso oltre ventimila euro, segno che vulnerabilità e raggiro non hanno età.
Le truffe, ha spiegato, si fondano quasi sempre su due leve psicologiche: vulnerabilità e urgenza. I malintenzionati creano situazioni di emergenza — un figlio arrestato, un incidente improvviso, un parente in ospedale — per impedire alla vittima di riflettere. Si spacciano per carabinieri, avvocati, funzionari di banca, tecnici di servizi pubblici. Parlano con tono deciso, incalzano, mettono fretta.
La regola è semplice ma fondamentale: interrompere il meccanismo. Riagganciare. Verificare. Nessun appartenente all’Arma chiede denaro al telefono, né vieta di chiudere una chiamata. In caso di dubbio, occorre riattaccare e contattare direttamente il 112 o la caserma per accertare la veridicità della richiesta.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato ai falsi carabinieri che si presentano di persona. Il consiglio è chiaro: chiedere di vedere l’auto di servizio. Le pattuglie utilizzano mezzi ufficiali, riconoscibili e dotati di caratteristiche non replicabili. Un truffatore può fingere un’identità, ma non può riprodurre fedelmente un’auto dell’Arma. Una verifica semplice, ma decisiva.
Durante il pomeriggio sono state illustrate numerose tipologie di raggiro: dalla “truffa dello specchietto” ai falsi incidenti stradali; dalle telefonate che segnalano bonifici non autorizzati ai messaggi che invitano a cliccare su link per bloccare pagamenti sospetti; dai finti tecnici che si presentano a domicilio alle chiamate dall’estero che prosciugano il credito telefonico; fino ai contratti attivati registrando un semplice “sì” pronunciato durante una conversazione.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle e-mail sospette: non conta il nome visualizzato prima della chiocciola, ma il dominio che segue. I truffatori possono inventare intestazioni credibili, ma non possono utilizzare domini istituzionali ufficiali. È su quel dettaglio che occorre concentrare l’attenzione.
Importanti anche i consigli sui pagamenti: evitare bonifici istantanei in situazioni dubbie, poiché difficilmente recuperabili, e bloccare immediatamente la carta in caso di smarrimento o utilizzo sospetto, ancora prima di presentare denuncia. Nei luoghi affollati, inoltre, è possibile che malintenzionati avvicinino un POS portatile al portafoglio per effettuare pagamenti contactless sotto soglia: schermare le carte e prestare attenzione può fare la differenza.
Si è parlato dei dispositivi applicati alle colonnine dei distributori di carburante per copiare i dati delle carte, delle false case vacanza proposte online a prezzi irrisori con richiesta di caparra immediata, delle truffe sentimentali che sfruttano la solitudine e i sentimenti — «non c’è vergogna nel sentirsi soli, ma dietro uno schermo può esserci chiunque» — e del fenomeno del trading online, definito “la truffa del momento”: piccoli investimenti iniziali, finti guadagni mostrati su piattaforme apparentemente credibili, richieste di ulteriori versamenti e infine la scomparsa degli interlocutori.
Nel momento conclusivo, il comandante ha invitato tutti a riflettere su cosa portare a casa da quell’incontro. Forse la calma. Forse il coraggio di riagganciare. Forse l’abitudine a verificare prima di fidarsi. Piccoli gesti capaci di evitare conseguenze pesanti.
Il pomeriggio si è chiuso in un clima sereno e costruttivo, con una consapevolezza condivisa: la prevenzione è un lavoro di squadra. Diffidare non è maleducazione, ma prudenza. Denunciare non è vergogna, ma responsabilità. Una comunità informata è una comunità più forte.
Un ringraziamento sentito è stato rivolto al luogotenente Alfonso Lombardo per la disponibilità, la competenza e la chiarezza dimostrate. La sua presenza ha rappresentato un segno concreto di vicinanza al territorio e la conferma che, quando istituzioni e cittadini camminano insieme, la sicurezza diventa davvero un bene condiviso.









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