La montagna si è mossa nel primo pomeriggio, quando il meteo era già al limite e il vento continuava a caricare i pendii. Sotto punta Paletta, sopra il comune di Saint-Nicolas, in Valle d’Aosta, una valanga ha travolto oggi due scialpinisti a circa 3.000 metri di quota. Sono stati estratti vivi. Per uno le condizioni sono giudicate gravi, l’altro è stato recuperato cosciente.
Il distacco si è verificato intorno alle 13.30. I due facevano parte di una comitiva: gli altri componenti risultano in buone condizioni. L’allarme è scattato immediatamente e ha attivato una macchina dei soccorsi che ha dovuto fare i conti con scarsa visibilità, vento forte e presenza di placche ventate, elementi che aumentano il rischio di nuovi distacchi e complicano ogni manovra in quota.
Sul posto sono intervenuti il Soccorso alpino valdostano (Sav) e il Soccorso alpino della Guardia di finanza (Sagf). L’elicottero non è riuscito a raggiungere il punto esatto dell’evento a causa delle condizioni meteorologiche. Otto soccorritori – tecnici del Sav e del Sagf, un medico e un’unità cinofila – sono stati sbarcati circa 500 metri più in basso e hanno risalito il pendio con tecnica scialpinistica fino al luogo della valanga.
Una progressione lenta e prudente, su terreno instabile, dove ogni scelta di traiettoria può fare la differenza. L’unità cinofila ha supportato le operazioni di ricerca. Entrambi gli scialpinisti sono stati localizzati ed estratti vivi dalla massa nevosa. Per uno il quadro clinico è apparso subito critico; l’altro, pur coinvolto nel distacco, è stato recuperato cosciente.
Le operazioni di stabilizzazione sono state effettuate direttamente sul posto. È in corso il trasferimento in ospedale, con priorità assoluta alla gestione delle condizioni del ferito più grave.
L’episodio riporta l’attenzione sul fattore rischio in alta quota, in particolare in presenza di vento forte e placche ventate, tra le situazioni più insidiose dell’inverno alpino. Il vento può accumulare neve su pendii già carichi, creando strati instabili che cedono al passaggio degli sci. Anche itinerari abituali possono trasformarsi in trappole improvvise quando le condizioni cambiano rapidamente.
Non sono stati diffusi al momento ulteriori dettagli sulle generalità dei coinvolti. Le autorità stanno ricostruendo con precisione la dinamica del distacco e le condizioni del manto nevoso nella zona.
L’intervento di oggi conferma la complessità delle operazioni di soccorso in ambiente alpino invernale. Quando l’elicottero non può operare direttamente, restano la progressione a piedi o con gli sci, la valutazione costante del rischio residuo e il coordinamento tra le squadre. In contesti del genere, minuti e metri fanno la differenza.
La montagna concede poco margine di errore. Anche con attrezzatura adeguata e preparazione tecnica, l’esposizione al rischio non si azzera mai. In quota, ogni decisione – dalla scelta dell’itinerario alla lettura del pendio – può determinare l’esito di una giornata che nasce come escursione e si trasforma in emergenza.