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Cronaca

Scontri a Torino, domani l’udienza di riesame per uno degli indagati: "Ero lì per errore"

Obbligo di firma, la difesa chiede la revoca della misura per un 35enne coinvolto nei fatti di Askatasuna del 31 gennaio

Scontri a Torino

Scontri a Torino, domani l’udienza di riesame per uno degli indagati: "Ero lì per errore" (foto di repertorio)

Domani è fissata a Torino l’udienza davanti al Tribunale del Riesame per uno dei presunti partecipanti agli scontri avvenuti il 31 gennaio scorsi nel capoluogo piemontese durante la manifestazione in solidarietà al centro sociale Askatasuna. La procedura riguarda un 35enne che era stato arrestato in flagranza di polizia e, dopo l’udienza di convalida, scarcerato con l’applicazione dell’obbligo di firma quotidiano presso le forze dell’ordine. La difesa, affidata all’avvocato Stefano Coppo, ha presentato appello chiedendo la revoca anche di questa misura restrittiva.

La contestazione nei confronti dell’indagato fa parte di un quadro investigativo molto più ampio legato agli scontri che hanno segnato la fine del corteo nazionale per Askatasuna, indetto dopo lo sgombero del centro sociale a Torino. Durante quella giornata, la manifestazione, che secondo alcune stime aveva mobilitato diverse decine di migliaia di persone, era degenerata in tensioni e violenze con le forze dell’ordine, culminate in lanci di petardi, bombe carta e scontri ravvicinati in corso Regina Margherita.

Le indagini coordinate dalla Digos di Torino e dai pm hanno portato complessivamente all’iscrizione di circa 24 persone nel registro degli indagati per reati che spaziano dalla resistenza e violenza a pubblico ufficiale al travisamento, all’inosservanza dei provvedimenti delle autorità e al porto di armi improprie: per tutti il procedimento resta a piede libero, ad eccezione delle misure adottate nei confronti dei tre arrestati.

Tra questi ultimi, come emerso nelle prime fasi dell’inchiesta, un 22enne di Grosseto era stato sottoposto agli arresti domiciliari per presunta aggressione a un agente di polizia, mentre altri due – tra cui il 35enne che domani vedrà l’udienza di riesame – erano stati scarcerati con obbligo di firma dopo la convalida del giudice per le indagini preliminari.

Nel corso dell’udienza di convalida, l’indagato ha sostenuto di essersi trovato “per errore” nel punto in cui si sono verificati gli scontri, di essersi allontanato dal gruppo di amici e di non aver preso parte alle azioni violente: “Ero solo e respiravo i lacrimogeni”, ha detto, negando un coinvolgimento diretto negli incidenti. La difesa ha inoltre stigmatizzato la violenza contro le forze dell’ordine definendola “vergognosa e gravissima”.

La Procura aveva invece presentato un ricorso contro la decisione del gip di non disporre la custodia cautelare in carcere per tutti e tre gli arrestati, ritenendo che le misure adottate non fossero adeguate rispetto alla gravità dei fatti contestati. La discussione davanti al Tribunale del Riesame arriva sullo sfondo di questa impugnazione formale.

Il risultato dell’udienza di domani potrebbe quindi modificare l’attuale regime di libertà del 35enne, confermando o revocando l’obbligo di firma. Nel contempo, le indagini sugli scontri continuano, con la magistratura che sta valutando anche l’ipotesi più grave del reato di devastazione, punito con pene più severe, in relazione ai danni provocati durante gli incidenti.

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