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Cronaca
13 Febbraio 2026 - 14:37
Scuole nel mirino dei ladri a Torino, asili e superiori saccheggiati tra Mirafiori e Cenisia
C’è una sequenza di porte forzate e ingressi secondari violati che attraversa diversi quartieri di Torino. Non episodi isolati, ma incursioni ripetute dentro edifici scolastici, luoghi fragili per definizione. L’ultimo caso riguarda la scuola dell’infanzia Mary Poppins, che fa capo all’istituto comprensivo Cairoli, in zona Mirafiori Sud.
Qui i ladri sono entrati da un accesso affacciato su un parcheggio, dettaglio che lascia intuire una via di fuga rapida. Una volta dentro hanno portato via zaini e capi di abbigliamento dei bambini, oltre ad attrezzature della mensa: un tritacarne, una macchina del caffè e una friggitrice ad aria. Una razzia che colpisce non solo per il danno economico, ma per il contesto: oggetti personali di piccoli alunni finiti nel bottino insieme agli strumenti di lavoro della scuola.
La dirigente Monica Rosso ha formalmente chiesto al Comune di Torino l’installazione di un sistema di antifurto. Un atto che segnala la necessità di intervenire in modo strutturale su un edificio frequentato ogni giorno da bambini e famiglie.
Non è un caso isolato. In quartiere Cenisia, lungo corso Peschiera, l’istituto superiore Santorre di Santarosa è stato colpito sei volte in tre settimane. Una frequenza che racconta una vulnerabilità evidente. Nei primi episodi erano stati sottratti un computer e l’incasso dei distributori automatici di merendine. Nell’ultimo tentativo, però, qualcosa è cambiato: l’allarme installato dall’impresa impegnata nel consolidamento strutturale dell’edificio è entrato in funzione, mettendo in fuga i malintenzionati. È stata attivata anche la vigilanza.
Il dirigente scolastico Paolo Ficara guida un istituto che, nel giro di poche settimane, ha dovuto fare i conti con una sequenza di intrusioni e con i danni ai portoni d’ingresso. La Città metropolitana di Torino, proprietaria dell’immobile, ha programmato nei prossimi giorni il ripristino delle porte danneggiate.
Il quadro che emerge è quello di edifici scolastici esposti, con varchi secondari utilizzati come punti d’accesso privilegiati. Da una parte la competenza comunale per le scuole dell’infanzia e primarie, dall’altra quella della Città metropolitana per le superiori: una catena di responsabilità che ora si traduce in richieste di antifurti, ripristini strutturali e rafforzamento dei sistemi di sicurezza.
Al Mary Poppins la richiesta di un allarme rappresenta la prima risposta formale. Al Santorre di Santarosa l’allarme del cantiere ha dimostrato che un deterrente può funzionare. Ma resta il dato di sei colpi in tre settimane, segno che il fenomeno non è episodico.
Porte forzate, distributori svuotati, attrezzature sottratte, zaini dei bambini spariti: elementi diversi che compongono una stessa trama. Per le scuole coinvolte non è solo una questione di danni materiali, ma di percezione di sicurezza. E per la città diventa un banco di prova sulla capacità di proteggere spazi pubblici che dovrebbero restare inviolabili.

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