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Cronaca
06 Febbraio 2026 - 11:07
Carcere di Torino, un’altra aggressione al personale e l’allarme sicurezza che rimbalza sui vertici dell’Amministrazione
Un’altra aggressione, l’ennesima, all’interno della Casa Circondariale di Torino. Un episodio che riporta brutalmente al centro il tema della sicurezza negli istituti penitenziari e che, secondo i sindacati di categoria, non può più essere archiviato come un fatto isolato. È accaduto intorno alle 13.00 di ieri, 5 febbraio, durante le ordinarie operazioni di chiusura delle celle.
Secondo quanto ricostruito, un detenuto di origine marocchina, ristretto nella 9ª sezione del Padiglione B, si è rifiutato di rientrare in cella. Alla richiesta dell’agente di Polizia Penitenziaria, l’uomo avrebbe reagito iniziando a urlare e inveire, facendo rapidamente degenerare la situazione. Nel corso del confronto, il detenuto si è avvicinato faccia a faccia al poliziotto e lo ha colpito con una violenta testata al naso.
L’agente è stato immediatamente soccorso e accompagnato al Pronto Soccorso dell’ospedale Maria Vittoria, dove è stato sottoposto ad accertamenti diagnostici, compresi esami radiologici. Il detenuto, invece, è stato allontanato dalla sezione. Un intervento necessario, ma che non cancella l’ennesimo episodio di violenza consumato all’interno di un reparto già da tempo al centro delle segnalazioni.
A poche ore dall’accaduto, è arrivata la dura presa di posizione dell’OSAPP, il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria, che da mesi denuncia una situazione ormai definita fuori controllo. Il segretario generale Leo Beneduci ha ricordato come l’episodio si inserisca in un quadro già formalmente segnalato ai vertici dell’Amministrazione.
«Proprio avanti ieri 4 febbraio – dichiara il Segretario Generale dell’OSAPP, Leo Beneduci – abbiamo inviato una nota ufficiale al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nella quale abbiamo rappresentato le tante e gravissime criticità del carcere di Torino, chiedendo un’ispezione immediata. Il Padiglione B è ormai completamente fuori controllo: un vero inferno. I detenuti spadroneggiano, appiccano incendi, mettono in atto continue provocazioni e, sempre più spesso, aggrediscono violentemente il personale. Una situazione mai vista prima, dove il controllo sembra completamente venuto meno e regna il caos».

Parole che fotografano un clima che, secondo il sindacato, non riguarda più singoli episodi ma una condizione strutturale dell’istituto. Il Padiglione B, in particolare, viene indicato come il punto più critico del carcere torinese, teatro di tensioni continue, incendi, atti di sfida e aggressioni sempre più frequenti ai danni degli operatori.
L’OSAPP torna così a chiedere interventi immediati e strutturali, sottolineando come la situazione non rappresenti solo un pericolo per il personale in servizio, ma anche un problema di tenuta complessiva dell’Amministrazione Penitenziaria. Il sindacato parla apertamente della necessità di ristabilire condizioni minime di sicurezza e legalità, senza le quali il lavoro quotidiano degli agenti diventa un’esposizione costante al rischio.
L’episodio del 5 febbraio, in questo contesto, assume il valore di un nuovo campanello d’allarme. Un’aggressione che arriva a poche ore dall’invio di una richiesta formale di ispezione e che rafforza l’impressione di un sistema sotto pressione, dove il personale si sente sempre più solo e privo di strumenti adeguati.
In attesa di risposte dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, resta la cronaca di un agente finito in ospedale e di un carcere che, ancora una volta, mostra le sue crepe più profonde. Crepe che, secondo chi lavora ogni giorno dietro quelle mura, non possono più essere ignorate.
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