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05 Febbraio 2026 - 22:43
Nene
C’è una forza che non ha bisogno di alzare la voce. È quella della sincerità, quando viene lasciata libera di esprimersi senza sovrastrutture, senza etichette. È ciò che ha attraversato gli studi di Rai 2 il 3 febbraio scorso, durante una puntata di Bella Ma’, trasformando un racconto televisivo in un momento di verità condivisa. Un risultato che nasce dalla scelta, tutt’altro che scontata, di raccontare senza spiegare troppo, di osservare senza invadere.
Nel suo servizio, Fabrizio Bracconeri ha fatto molto più di un reportage. Si è avvicinato alla storia di Elena, detta Nene, con passo leggero, costruendo un ponte autentico tra la complessità della sua sindrome e lo sguardo del pubblico. Nessuna forzatura, nessuna retorica: solo attenzione, ascolto e rispetto. Così la presenza di Nene non è stata “raccontata”, ma lasciata accadere, restituendo tutta la sua naturalezza e la sua capacità di stare nel mondo.
In studio, quel clima è stato accolto e accompagnato da Pierluigi Diaco, che ha saputo creare uno spazio protetto senza renderlo artificiale. Nene è stata trattata per ciò che è: una ragazza capace di stare sotto i riflettori, di sostenere una diretta televisiva, di rispondere con ironia e spontaneità. Nessuna indulgenza, nessun pietismo. Solo il riconoscimento di una presenza piena. Diaco ha ribadito, nei fatti prima ancora che nelle parole, quanto sia essenziale lasciare che le storie vengano raccontate dai loro protagonisti. Così la “potenza” di Elena è arrivata nelle case degli italiani senza filtri, diretta, comprensibile.
La sua storia è unica anche nei numeri. Come ha spiegato il padre Antonio, per tutti il dott. Toni, Elena convive con una sindrome rarissima: circa 150 casi al mondo, uno ogni 60 milioni di persone. Ma i numeri servono fino a un certo punto. Poi restano le persone.
“Elena è lei: sincera, buona, vera”, ha detto il padre con voce ferma e commossa. “Emana una tenerezza infinita, ma è una persona forte. È molto potente”.
Accanto a lei, sempre, la sorella maggiore Vittoria, fisioterapista e riferimento quotidiano. Il loro rapporto è il centro emotivo del racconto: uno scambio continuo fatto di cura, stima reciproca, normalità condivisa. Vittoria parla di una sorella che non cambierebbe con nessuno. Nene, superata l’emozione della diretta, la definisce “meravigliosa”, riconoscendo in lei non solo una guida, ma una persona capace di aiutare i bambini a trovare il proprio linguaggio, oltre ogni definizione.

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Il murales con l'artista Nene
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Il libro scritto dai ragazzi e ragazze dell'Associazione Asini si nasce
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Nene al Carnevale d'Ivrea

Asini si nasce nelle scuole

Fabrizio Bracconeri di Bella Ma presso Asini si nasce
La visibilità televisiva ha acceso i riflettori anche su una realtà che da anni lavora in silenzio: l’associazione Asini si nasce, nata nel 2011 da un’intuizione di Valentina Rey e Alessandro Pignolo. Un progetto cresciuto nel tempo con un obiettivo chiaro: accompagnare ragazzi e ragazze in percorsi concreti di autonomia, aiutandoli a cercare – e costruire – il proprio posto nel mondo.
“Vorrei dare risalto all’inclusione e alle buone pratiche del territorio di Ivrea”, spiega Valentina Rey. “Qui esistono realtà capaci di generare cambiamenti reali, lavorando con passione. Fare rete è fondamentale”.
Un lavoro che si traduce in contaminazioni virtuose: dalla riqualificazione di spazi ospedalieri alle attività in carcere, sempre insieme a collaboratori che condividono la stessa visione.
È un impegno collettivo che dura da oltre dieci anni. Accanto ad Alessandro Pignolo, presidente ed educatore, e a Valentina, opera un gruppo affiatato di professionisti. Nel laboratorio del progetto Kaleidos lavorano Daniele Benvenga e Laura Lepore, insieme a Galliano Gallo, Rossana Challancin, Cecilia Violetta, Paola Casselli e Luca Basello. Un lavoro reso possibile anche grazie al sostegno dei bandi della Regione, dell’Otto per Mille Valdese e della Fondazione Compagnia di San Paolo.
Nene, davanti alle telecamere, ha mostrato una vitalità che non chiede spiegazioni. Gioca a calcio, fa teatro, pratica rafting senza timori. Ma è nel puntinismo che la sua espressione si fa particolarmente intensa. Una tecnica che non mescola i colori, ma li accosta in piccoli punti sulla tela, lasciando all’occhio di chi guarda il compito di creare l’insieme. Per Nene non è solo arte: è concentrazione, visione, capacità di tenere insieme i dettagli.
Questo percorso si intreccia con il Progetto Kaleidos dell’Associazione Gruppo Arte e Cultura aps di Orio Canavese, nato come estensione naturale di un pensiero inclusivo. Un luogo in cui la diversità non è un limite, ma una scomposizione di luce, proprio come in un caleidoscopio. Qui si superano logiche assistenzialistiche per costruire spazi di possibilità, dove ogni persona può sperimentare linguaggi diversi, dalla manualità all’espressione corporea. Il laboratorio teatrale, ospitato presso Asini si nasce, è curato da Daniele Benvenga e Laura Lepore.
La filosofia è semplice e radicale: non esiste un modello standard di essere umano. Come i frammenti di vetro colorato che, solo insieme e in movimento, creano figure nuove, così il valore nasce dall’interazione. Al centro c’è l’autodeterminazione, la libertà di trovare il proprio modo di comunicare.
Da Bella Ma’ è emerso un messaggio chiaro, senza proclami: nessuno è dis-abile. Siamo tutti abili nel nostro modo di esprimerci. Che sia un murales nel carcere di Ivrea, un gol su un campo di calcio o una diretta televisiva affrontata con un sorriso, Nene ha mostrato che la differenza è spesso solo una questione di sguardo. E che raccontarsi, quando si hanno gli strumenti giusti, può diventare un atto di libertà condivisa.
La sede storica si trova ad Ivrea, in via San Pietro Martire 30, dove il gruppo è operativo ogni giorno dalle 8:30 alle 17:00 presso il Bar Ciuco’s – Circolo Arci. Per avere informazioni o mettersi in contatto con l’associazione, è possibile chiamare il numero 340 581 9041, scrivere all’indirizzo mail asinisininasceivrea@gmail.com

Asini si nasce e il Gruppo Arte e Cultura Kaleidos insieme per Bella Ma' con Fabrizio Bracconeri
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