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Cronaca
06 Febbraio 2026 - 11:05
Vandalismi allo stadio di Vercelli, accuse dopo la finale e la presa di posizione dell’Alessandria tra scuse ufficiali e smentite
Il giorno dopo la festa per la Coppa Italia Eccellenza Piemonte-Valle d’Aosta, vinta dall’Alessandria il 4 febbraio contro il Cuneo 1905, il calcio piemontese si è ritrovato a fare i conti con una coda amara fatta di atti vandalici, accuse incrociate e tensioni istituzionali. Al centro della vicenda c’è lo stadio di Vercelli, dove la Pro Vercelli 1892 ha segnalato danni strutturali riconducibili, secondo il club, ai tifosi grigi presenti sugli spalti.
Le contestazioni riguardano in particolare seggiolini divelti in Gradinata Nord e atti vandalici ai servizi igienici. Episodi che, al di là dell’esito sportivo, hanno acceso un confronto duro tra le due società, riportando l’attenzione su un tema che ciclicamente riaffiora nel calcio dilettantistico e semi-professionistico: la gestione dell’ordine pubblico e il rispetto delle strutture ospitanti.
A intervenire pubblicamente è stato Antonio Barani, presidente dell’Alessandria Calcio, che ha affidato a una nota ufficiale la sua posizione. Barani ha spiegato di aver avuto, nella giornata di ieri, un confronto telefonico con Mauro Foschia, presidente della Lega nazionale dilettanti Piemonte-Valle d’Aosta, e con Ludovic Deléchat, presidente della Pro Vercelli. Un colloquio che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto abbassare i toni e riportare la discussione su un piano istituzionale.
«Abbiamo affrontato con la dovuta calma e professionalità le questioni emerse e le parti procederanno in modo collaborativo nella risoluzione degli spiacevoli disagi da noi causati, di cui mi scuso», ha dichiarato Barani, riconoscendo dunque una responsabilità del proprio ambiente per quanto accaduto all’interno dell’impianto vercellese. Parole che segnano un primo passo verso una soluzione condivisa, almeno sul piano dei danni materiali.
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Accanto alle scuse, però, il presidente dell’Alessandria ha voluto chiarire con fermezza un altro aspetto emerso nelle ore successive alla finale. Secondo alcune ricostruzioni, infatti, Barani sarebbe stato accusato di presunte minacce rivolte a membri dello staff della Pro Vercelli. Un’accusa che il numero uno del club grigio respinge senza mezzi termini.
«Sono prive di fondamento», ha affermato, aggiungendo di aver già «intrapreso le azioni necessarie nelle sedi competenti per tutelare la mia reputazione e l’integrità dell’Alessandria Calcio». Una presa di posizione netta che apre ora un possibile fronte formale, destinato a spostarsi fuori dal campo sportivo.
La vicenda, nel frattempo, lascia strascichi anche sul piano dell’immagine. Da un lato una Pro Vercelli che denuncia danni subiti in casa propria e chiede rispetto per uno stadio che rappresenta un pezzo di storia del calcio piemontese; dall’altro un’Alessandria che festeggia un successo sportivo importante, ma si ritrova a dover gestire le conseguenze di comportamenti che rischiano di offuscarne il risultato.
Resta ora da capire come verranno quantificati e risarciti i danni segnalati e quali saranno gli esiti delle iniziative annunciate dal presidente grigio sul piano legale. La Lega nazionale dilettanti, chiamata in causa direttamente, dovrà vigilare affinché la collaborazione evocata dalle parti si traduca in fatti concreti e non resti confinata alle dichiarazioni di rito.
In un calcio che fatica già a trovare equilibrio tra passione, sostenibilità economica e rispetto delle regole, episodi come questi riaccendono un interrogativo mai risolto: quanto basta una vittoria per giustificare tutto il resto? A Vercelli, almeno per ora, il boato dei festeggiamenti ha lasciato spazio al rumore sordo delle polemiche.
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