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Cronaca
05 Febbraio 2026 - 18:44
Minacciano il suicidio per lo sfratto: madre e figlio scatenano il panico in un condominio di Settimo Torinese
Un foglio scritto a mano, affisso sul portone come un qualunque avviso condominiale. Ma quello comparso nei giorni scorsi su uno stabile di corso Piemonte non annunciava né assemblee né lavori urgenti. Annunciava paura. Ed è bastato leggerlo per far scattare l’allarme.
Il cartello, rivolto esplicitamente “al condominio”, è stato notato da alcuni residenti nelle prime ore della giornata. Poche righe, vergate in stampatello, ma dal contenuto inequivocabile. Questo il testo integrale comparso sul portone:
«Per il condominio. Buongiorno da [omissis]. Voglio avvisare tutti voi del condominio che dal 24-02-2026 dovete evacuare dal condominio per la mia situazione e di mia madre che abbiamo l’esecuzione di sfratto. Quindi io e mia madre ci leghiamo con le taniche di benzina e do il rischio di esplosione di tutto il condominio compreso me e mia madre».
Parole che non lasciano spazio a interpretazioni. Una data precisa, il 24 febbraio, il riferimento diretto a uno sfratto, l’evocazione di taniche di benzina e il rischio di una esplosione dell’intero stabile, con conseguenze per tutti i residenti. Un messaggio che ha immediatamente fatto scattare il panico tra i condomini.
Alla vista del cartello, alcuni residenti hanno contattato il 112, il numero unico di emergenza, segnalando una situazione ritenuta potenzialmente pericolosa. Agli operatori della centrale operativa hanno riferito di un avviso affisso sul portone che parlava apertamente di esplosione del palazzo in caso di esecuzione dello sfratto, esprimendo forte preoccupazione per la propria incolumità e per quella delle famiglie che abitano nello stabile.
Sul posto sono intervenuti in tempi rapidi i Carabinieri della Tenenza, che hanno effettuato le verifiche del caso, ricostruendo la vicenda e risalendo all’autore del messaggio. Al termine degli accertamenti, un uomo di 60 anni è stato denunciato per procurato allarme. Secondo quanto emerso, non vi erano elementi tali da configurare un pericolo immediato, ma il contenuto del cartello è stato ritenuto sufficientemente grave da giustificare l’intervento delle forze dell’ordine.

La vicenda, però, non si esaurisce sul piano giudiziario. Alla base del gesto c’è una situazione di forte disagio abitativo, legata all’esecuzione di uno sfratto che coinvolge l’uomo e la madre. Per questo motivo, il caso sarà ora seguito dai servizi sociali, chiamati a monitorare e valutare la situazione anche in vista della data indicata nel cartello, quando lo sfratto — allo stato attuale — resta confermato.
Intanto, nel palazzo di corso Piemonte, il clima resta teso. Un foglio di carta ha trasformato una difficoltà privata in una questione collettiva, trascinando un intero condominio dentro una vicenda fatta di paura, incertezza e fragilità. Perché quando uno sfratto diventa una minaccia percepita per tutti, la cronaca smette di essere solo un fatto giudiziario e racconta qualcosa di più profondo: il punto in cui il disagio sociale esplode e chiama in causa l’intera comunità.
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