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Pronto soccorso evacuato per una “bomba”: era nel retto di un 24enne

L’oggetto, lungo circa 16 centimetri, sarebbe un reperto militare risalente al 1918

Pronto soccorso evacuato per una “bomba”: era nel retto di un 24enne

Pronto soccorso evacuato per una “bomba”: era nel retto di un 24enne

All’ospedale Rangueil di Tolosa, nella notte tra sabato e domenica, il pronto soccorso ha vissuto minuti di tensione reale: è scattato l’allarme bomba, sono arrivati artificieri della polizia e vigili del fuoco, è stato istituito un perimetro di sicurezza. Non per un attentato, non per una minaccia esterna. Ma per un paziente.

Il protagonista è un 24enne che si è presentato in ospedale lamentando dolore, senza spiegare subito cosa stesse succedendo davvero. Una visita come tante, almeno all’inizio. Poi gli esami diagnostici hanno ribaltato tutto: nel suo corpo c’era un oggetto metallico, e solo a quel punto il giovane avrebbe ammesso di aver inserito qualcosa. Quello che sembrava un “semplice” caso clinico si è trasformato in un problema di ordine pubblico e sicurezza, perché l’oggetto era una granata della Prima guerra mondiale, un ordigno che – secondo quanto riferito dai media francesi – risalirebbe addirittura al 1918.

Il dettaglio più inquietante è arrivato in sala operatoria. “Durante l’estrazione, il chirurgo si è reso conto che si trattava di un ordigno della Prima Guerra Mondiale, lungo circa 16 centimetri e largo 4 cm”, avrebbero riferito fonti di polizia. È qui che il confine tra medicina e rischio concreto si è fatto sottilissimo: non si trattava più soltanto di salvare un paziente, ma di evitare che una manovra chirurgica potesse trasformarsi in tragedia.

Intorno all’1:40 di domenica 1 febbraio, secondo le ricostruzioni, sul posto sono intervenute le squadre specializzate. Il pronto soccorso ha dovuto fermarsi, respirare piano, mettere in sicurezza l’area, aspettare che fossero gli artificieri a dire l’unica cosa che contava: si può procedere oppure no. Perché un ospedale non è un bunker, ma in quel momento lo è diventato. E la scena, per quanto surreale, ha imposto un protocollo rigidissimo: nessun eroismo, nessuna improvvisazione, solo gestione del rischio.

L’intervento per rimuovere l’ordigno è riuscito e il giovane è stato ricoverato: sta bene e dovrebbe essere dimesso a breve. La granata è stata poi affidata agli artificieri e disinnescata senza conseguenze. Nessun ferito, nessuna esplosione, nessun bilancio da bollettino di guerra. Ma resta una domanda che non può essere liquidata come “storia bizzarra” da raccontare e dimenticare: com’è possibile che un reperto del genere sia finito nelle mani di un ragazzo di 24 anni?

Perché ora la vicenda non riguarda solo la sala operatoria. Le forze dell’ordine intendono interrogarlo per chiarire dove abbia recuperato l’ordigno e valutano un procedimento per violazione della normativa sulle armi e possesso di arma da guerra.

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