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Cronaca

Luana, trovata morta in casa dopo una visita in ospedale: la Procura di Ivrea apre un fascicolo per omicidio colposo

Apertura di un fascicolo per omicidio colposo dopo la morte improvvisa di Luana Ziggiotti: la procura di Ivrea indaga il possibile nesso tra dimissioni ospedaliere, messaggi alla famiglia e documentazione sanitaria.

Luana, trovata morta

Luana, trovata morta in casa dopo una visita in ospedale: la Procura di Ivrea apre un fascicolo per omicidio colposo

Un fascicolo per omicidio colposo, al momento senza indagati, per chiarire le circostanze di una morte improvvisa che solleva interrogativi. La Procura di Ivrea ha avviato un’inchiesta sulla scomparsa di Luana Ziggiotti, 54 anni, trovata senza vita nei giorni scorsi nella propria abitazione a Volpiano. L’apertura del procedimento ha una natura tecnica: consentire l’acquisizione completa della documentazione sanitaria e l’eventuale esecuzione di accertamenti medico-legali. A coordinare le verifiche è il pubblico ministero Alessandro Gallo.

L’attenzione degli inquirenti si concentra su un elemento temporale preciso. La donna, secondo quanto ricostruito, il giorno precedente al decesso si era recata in ospedale, verosimilmente al pronto soccorso di Chivasso, dove era stata visitata e dimessa. La Procura intende ora accertare se tra quell’accesso sanitario e la morte, sopraggiunta il giorno successivo in casa, possa esistere un nesso causale.

A far scattare le verifiche sono stati anche alcuni messaggi scambiati dalla 54enne con familiari, nei quali faceva riferimento al periodo di convalescenza e alle visite effettuate. Un tracciato informativo che gli investigatori ritengono utile per ricostruire con precisione le ore e i giorni precedenti al decesso, le condizioni cliniche, i sintomi riferiti e le indicazioni ricevute.

Quando il corpo è stato rinvenuto, martedì 20 gennaio 2026, sul posto sono intervenuti i carabinieri di Volpiano e il medico legale dell’Asl To4. I primi accertamenti hanno escluso segni di morte violenta, circostanza che indirizza l’indagine su un piano esclusivamente sanitario e documentale. Non risultano, allo stato, elementi che facciano pensare a cause esterne o a dinamiche traumatiche.

L’apertura del fascicolo per omicidio colposo rientra in una prassi consolidata nei casi in cui un decesso sopraggiunga a breve distanza da un accesso ospedaliero. Si tratta di uno strumento giuridico che consente alla Procura di procedere con le acquisizioni necessarie — cartelle cliniche, referti, tracciati, eventuali consulenze — senza attribuire responsabilità prima del tempo. Solo al termine delle verifiche potrà emergere se vi siano profili di rilievo penale o se la morte debba essere ricondotta a cause naturali non prevenibili.

Nel frattempo, l’inchiesta procede con la massima cautela. La Procura valuterà l’opportunità di ulteriori esami, inclusa un’autopsia, qualora gli atti sanitari non risultassero sufficienti a chiarire il quadro clinico e l’evoluzione delle condizioni della donna. Un passaggio decisivo per comprendere se le dimissioni e le cure ricevute siano state coerenti con il quadro presentato e se siano stati rispettati i protocolli.

Il caso ha scosso la comunità di Volpiano, dove la notizia della morte improvvisa ha suscitato sgomento. L’indagine mira ora a fornire risposte certe: non per alimentare sospetti, ma per ricostruire con rigore scientifico e giuridico una sequenza di eventi che, a oggi, resta incompleta.

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