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Un coltello a serramanico con una lama di otto centimetri trovato tra i banchi durante l’orario di lezione. È quanto accaduto negli scorsi giorni in una scuola superiore di Asti, dove uno studente minorenne è stato sorpreso da un’insegnante mentre aveva in mano l’arma all’interno dell’aula. Un episodio che ha fatto scattare immediatamente l’allerta e l’intervento dei carabinieri, chiamati a verificare la situazione.
Secondo quanto ricostruito, l’insegnante ha notato il coltello e, valutando la potenziale pericolosità della situazione, ha contattato l’Arma. I militari sono arrivati in breve tempo nell’istituto e hanno proceduto al sequestro del serramanico, mettendo in sicurezza l’ambiente scolastico. Il ragazzo, un minorenne italiano, ha spiegato ai carabinieri di essere “abituato a portarlo con sé” e di volerlo utilizzare come strumento di lavoro durante un laboratorio tecnico.
Dalle prime verifiche non sarebbero emersi atteggiamenti minacciosi o aggressivi nei confronti dei compagni. La lama, secondo quanto riferito, non sarebbe stata estratta con finalità intimidatorie. Resta però il nodo della presenza di un’arma all’interno di una scuola, circostanza che ha portato all’avvio degli accertamenti per valutare eventuali responsabilità a carico del giovane, nel rispetto delle procedure previste per i minorenni.
L’episodio si inserisce in un contesto di controlli preventivi rafforzati negli istituti scolastici, frutto della collaborazione tra carabinieri e scuole. Un’attenzione che, spiegano dall’Arma, è stata ulteriormente intensificata anche alla luce di recenti fatti di cronaca avvenuti in altre città italiane.
Il caso di Asti riporta al centro il tema della sicurezza nelle scuole e del confine, spesso sottile, tra strumenti didattici e oggetti potenzialmente pericolosi. Un equilibrio delicato, che impone vigilanza costante e dialogo tra istituzioni scolastiche, famiglie e forze dell’ordine, per evitare che situazioni ambigue possano trasformarsi in rischi concreti.

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