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Cronaca

Assalto all’aeroporto di Caselle: chiesti i domiciliari per 18 militanti antagonisti dopo mesi di tensioni a Torino

Dall’occupazione dei binari al blocco dei voli fino alle irruzioni istituzionali, la Procura ricostruisce una lunga scia di episodi

Torino, chiesti domiciliari per 18 antagonisti: indagini su blocco dei treni e stop ai voli

Torino, chiesti domiciliari per 18 antagonisti: indagini su blocco dei treni e stop ai voli

La Polizia di Stato della Questura di Torino ha individuato 18 militanti antagonisti per i quali la Procura della Repubblica ha depositato una richiesta di arresti domiciliari. Le accuse contestate sono danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, in relazione a una serie di episodi avvenuti tra settembre e novembre 2025 tra Torino e Caselle.

Il primo episodio richiamato dagli inquirenti risale al 24 settembre 2025, in occasione della manifestazione a sostegno della Global Sumud Flotilla. Circa 1500 persone si erano radunate in piazza Castello e avevano sfilato per le vie del centro cittadino fino a raggiungere la stazione ferroviaria di Porta Susa. Qui, secondo la ricostruzione, circa 700 manifestanti avevano forzato uno degli accessi, facendo ingresso nello scalo ferroviario e occupando per un’ora e venti minuti i binari, con conseguente blocco della circolazione ferroviaria.

Gli ulteriori fatti contestati riguardano la mattinata del 2 ottobre 2025, quando circa 30 attivisti, dopo aver raggiunto in bicicletta l’aeroporto di Caselle, avevano tagliato la recinzione perimetrale, accedendo all’interno del sedime aeroportuale. L’azione aveva provocato la sospensione dei voli per circa 30 minuti, determinando un blocco temporaneo dell’operatività dello scalo.

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Un altro episodio oggetto della richiesta di misura cautelare è l’irruzione nella sede della Città Metropolitana di Torino, avvenuta il 14 novembre 2025. In quella circostanza, secondo quanto riportato, nove operatori del Reparto Mobile erano rimasti feriti, con prognosi di sette giorni.

L’ultimo fatto contestato riguarda l’irruzione nella sede del quotidiano «La Stampa», avvenuta il 28 novembre 2025, a margine del corteo organizzato per la giornata di sciopero generale. In quell’occasione circa 80 manifestanti, dopo aver scavalcato i cancelli esterni, avevano fatto ingresso all’interno dello stabile utilizzando la forza intimidatrice del gruppo, provocando danneggiamenti a porte, a una telecamera di videosorveglianza e vergando diverse scritte.

La richiesta di arresti domiciliari depositata dalla Procura si inserisce in un’indagine che ricostruisce una sequenza di azioni considerate dagli investigatori di particolare gravità, per l’impatto sulla sicurezza pubblica, sui trasporti e sulle istituzioni, e che ora attende le valutazioni dell’autorità giudiziaria.

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