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Cronaca

Ex piscina Sempione, sgombero e demolizioni: Torino chiude uno dei simboli dell’abbandono urbano

Ventotto persone identificate, venti denunciate. Avviata la messa in sicurezza dell’area in attesa della riqualificazione

Ex piscina Sempione, sgombero e demolizioni: Torino chiude uno dei simboli dell’abbandono urbano

Ex piscina Sempione, sgombero e demolizioni: Torino chiude uno dei simboli dell’abbandono urbano

L’ex piscina Sempione non è più un luogo aperto, né una terra di nessuno. Con un’operazione congiunta avviata nella mattinata di giovedì 22 gennaio, la Città di Torino ha dato il via allo sgombero e alla messa in sicurezza dell’area dismessa, ponendo fine a una lunga fase di occupazione informale e degrado strutturale che da tempo preoccupava residenti e istituzioni.

L’intervento, deciso dall’amministrazione comunale proprietaria dell’area, ha avuto un’impostazione nettamente più strutturale rispetto alle operazioni precedenti. Non solo l’allontanamento delle persone presenti, ma anche la chiusura fisica degli spazi e l’avvio delle demolizioni delle strutture ormai dichiarate inagibili, in vista di un futuro progetto di riqualificazione.

Sul posto hanno operato in modo coordinato i tecnici della Città, i servizi sociali e la Polizia Locale, affiancati da un ampio dispositivo di forze dell’ordine composto da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Presenti anche Amiat e Asl, chiamate a intervenire rispettivamente per la bonifica dell’area e per gli aspetti sanitari. La Polizia di Stato ha effettuato il controllo delle diverse strutture dell’ex complesso sportivo, procedendo al censimento e all’identificazione delle persone presenti.

In totale sono state identificate 28 persone. Venti di loro sono state denunciate in stato di libertà per il reato di invasione di terreni ed edifici. Due cittadini stranieri sono stati accompagnati negli uffici competenti per la valutazione della loro posizione sul territorio nazionale. Parallelamente, a tutte le persone presenti è stata offerta la possibilità di una presa in carico sociale o sanitaria. Quattro hanno scelto di accettare l’aiuto proposto dai servizi sociali della Città, avviando un percorso di supporto fuori dall’area sgomberata.

Conclusa la fase di controllo e liberata l’area, sono entrati in azione i mezzi di cantiere. È stata avviata la demolizione di alcune costruzioni ormai fatiscenti e pericolose, mentre una terza struttura è stata sigillata dall’esterno con lastre di acciaio rinforzate per impedirne ogni nuovo accesso. È stato inoltre annunciato il rafforzamento delle recinzioni interne, mentre gli operatori di Amiat hanno iniziato le operazioni di pulizia e rimozione dei rifiuti accumulati nel tempo, restituendo all’area condizioni minime di decoro e sicurezza.

Dal punto di vista giudiziario, il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le autorità hanno ribadito che, come previsto dall’ordinamento, per tutte le persone indagate vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Lo sgombero dell’ex piscina Sempione segna così un passaggio netto nella gestione di uno spazio urbano da anni sospeso tra abbandono e occupazioni. Da un lato la chiusura fisica di un’area divenuta simbolo di marginalità e insicurezza, dall’altro l’impegno, almeno parziale, a offrire soluzioni di supporto alle persone più fragili che vi avevano trovato rifugio. In attesa della riqualificazione annunciata, la città sceglie una linea di intervento che unisce ordine pubblico, tutela sociale e recupero del patrimonio urbano.

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