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Cronaca

Blitz all’alba dell’ex piscina Sempione: Torino prova a chiudere una ferita aperta

Maxi operazione nel quartiere Barriera di Milano per mettere in sicurezza l’area in attesa della riqualificazione

Blitz all’alba dell’ex piscina Sempione

Blitz all’alba dell’ex piscina Sempione: Torino prova a chiudere una ferita aperta

All’alba, quando il quartiere è ancora sospeso tra il silenzio e il traffico che inizia a scorrere, l’area dell’ex piscina Sempione è tornata al centro di un intervento ad alta intensità. A Torino, nel quadrante di Barriera di Milano, è scattata questa mattina un’operazione di sgombero e messa in sicurezza di uno degli spazi simbolo del degrado urbano degli ultimi anni. Un’azione complessa, avviata dal Comune, proprietario dell’area, con un obiettivo dichiarato: rendere definitivamente inaccessibile il complesso in attesa di un futuro progetto di riqualificazione.

Il perimetro interessato è quello compreso tra via Sempione, via Gottardo, via Toscanini e via Boccherini, una zona che da tempo convive con l’abbandono della struttura sportiva, divenuta rifugio di fortuna, discarica abusiva e punto di aggregazione informale. Sul posto si sono presentati fin dalle prime ore del mattino i tecnici della Città, affiancati dai servizi sociali, dalla polizia locale e da un ampio schieramento delle forze dell’ordine: polizia di Stato, carabinieri e Guardia di Finanza. Presenti anche gli operatori di Amiat e dell’Asl, chiamati a gestire rispettivamente la bonifica ambientale e gli aspetti sanitari.

A seguire l’operazione anche l’assessore comunale alla Sicurezza Marco Porcedda, a testimonianza del rilievo politico e amministrativo attribuito all’intervento. Le persone trovate all’interno dell’area vengono progressivamente accompagnate all’esterno, censite e identificate, con una presa in carico mirata nei casi di fragilità sociale o sanitaria. Un passaggio che conferma la volontà dell’amministrazione di affiancare alla linea dell’ordine pubblico anche quella dell’assistenza.

Una volta completato lo sgombero, entrerà in azione la parte più visibile e definitiva dell’intervento. I mezzi pesanti procederanno alla demolizione di due strutture prefabbricate, considerate tra i punti più critici dell’insediamento informale, mentre una terza costruzione in muratura esterna verrà chiusa. Saranno inoltre sigillati con lastre di acciaio rinforzate tutti gli accessi alla piscina coperta, per impedire nuovi ingressi. È previsto anche il rafforzamento delle recinzioni interne, un tentativo di rendere strutturale ciò che in passato è spesso stato temporaneo.

Parallelamente, gli operatori di Amiat sono impegnati in una vasta operazione di pulizia e rimozione dei rifiuti, accumulati nel tempo all’interno dell’area. Un problema noto, quello degli sversamenti continui, che ha trasformato l’ex impianto sportivo in una discarica a cielo aperto, aggravando le condizioni igieniche e alimentando le tensioni con i residenti.

Non è la prima volta che le piscine Sempione finiscono al centro di un blitz. Nel quartiere, l’intervento di oggi viene letto come l’ennesimo capitolo di una lunga sequenza di operazioni di sgombero, spesso seguite da nuove occupazioni. Una dinamica che ha alimentato frustrazione e sfiducia, ma anche un dibattito politico acceso. Da tempo, esponenti dell’opposizione denunciano il rischio che l’area resti intrappolata in un ciclo infinito di interventi tampone, senza una prospettiva chiara di restituzione alla cittadinanza.

In particolare, dal fronte di Fratelli d’Italia arrivano parole di apprezzamento per l’azione delle forze dell’ordine e dei servizi comunali, ma anche l’auspicio che l’ex piscina possa un giorno tornare a essere uno spazio pubblico dedicato allo sport e al verde, anziché un luogo percepito come ostaggio di illegalità e degrado. Un tema che intercetta una sensibilità diffusa nel quartiere, dove la richiesta di sicurezza si intreccia con quella di rigenerazione urbana.

Il nodo resta proprio questo: cosa accadrà dopo lo sgombero. Il Comune parla di messa in sicurezza strutturale, una condizione necessaria per impedire nuove occupazioni, ma il futuro dell’area resta legato a un progetto di riqualificazione ancora atteso. Nel frattempo, l’intervento di oggi rappresenta un segnale forte, almeno nelle intenzioni, per provare a spezzare una lunga stagione di abbandono.

Resta da capire se questa volta la chiusura degli accessi e il rafforzamento delle recinzioni basteranno a segnare un punto di svolta o se, come già accaduto in passato, l’ex piscina Sempione tornerà presto a essere un simbolo delle contraddizioni irrisolte della città.

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