Cerca

Cronaca

Sgomberato il “fortino del crack”, ma Barriera di Milano esplode: sicurezza, affari e politica si contendono il futuro del quartiere

Dopo il blitz delle forze dell’ordine sul “fortino del crack” si riaccende lo scontro politico sul futuro della periferia nord di Torino

Sgomberato il “fortino del crack"

Sgomberato il “fortino del crack”, ma Barriera di Milano esplode

Lo sgombero dell’area dell’ex piscina Sempione, avvenuto nella mattinata di ieri a Barriera di Milano, segna un nuovo passaggio in una vicenda che da anni incarna il nodo irrisolto tra degrado urbano, sicurezza e politiche sociali nella periferia nord di Torino. L’intervento delle forze dell’ordine, che ha messo fine all’occupazione di uno spazio diventato negli ultimi tempi un punto di riferimento per spaccio e consumo di crack, viene letto da una parte della città come una risposta attesa e necessaria, ma da un’altra come un’operazione tardiva e soprattutto insufficiente ad affrontare le cause profonde del problema.

L’area dell’ex piscina, abbandonata da anni, era ormai considerata l’epicentro di una situazione di forte criticità, tanto da essere ribattezzata dalla cronaca cittadina “fortino del crack”. Uno spazio pubblico dismesso, progressivamente sottratto al controllo istituzionale e trasformato in un luogo di marginalità estrema, sotto gli occhi di residenti che da tempo denunciavano condizioni di insicurezza e degrado. Lo sgombero arriva a breve distanza dall’abbattimento dell’ex Gondrand, altro simbolo dell’abbandono urbano a Torino Nord, e si inserisce in una fase di rinnovata attenzione amministrativa verso Barriera di Milano.

Proprio su questo punto si concentra la critica politica avanzata da Potere al Popolo! Torino, che interpreta le operazioni di questi giorni come una mossa di immagine da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Lo Russo, in vista delle elezioni comunali del 2027. Secondo questa lettura, lo sgombero risponderebbe più all’esigenza di ricostruire consenso che a una reale strategia di contrasto al disagio sociale. Una risposta giudicata superficiale, capace al massimo di spostare il problema altrove senza intaccarne le radici.

Nel mirino finiscono soprattutto i grandi progetti di riqualificazione che interessano l’area. Sulle macerie dell’ex Gondrand è già pronto un intervento milionario promosso dalla società Ellemme, che prevede la realizzazione di un centro commerciale, spazi per la ristorazione, una palestra e un parcheggio pubblico in prossimità del futuro capolinea della metropolitana. A pochi metri, la famiglia Bottallo è coinvolta nella costruzione di un albergo da 130 camere, mentre Airbus ha presentato un progetto per una nuova stazione dei bus a lunga percorrenza.

Anche l’ex piscina Sempione è destinata a cambiare volto. Al posto della storica struttura pubblica sorgerà un centro sportivo polifunzionale con piscine coperte e scoperte, sale fitness e spazi per discipline come basket e volley. Il progetto, guidato dalla società spagnola Supera, sarà realizzato attraverso un partenariato pubblico-privato, una formula che secondo i critici rischia di cancellare definitivamente l’idea di uno sport accessibile e realmente pubblico, sostituendola con servizi a pagamento difficilmente fruibili dalle fasce più fragili della popolazione.

Sul piano politico, lo sgombero riaccende anche lo scontro con la destra, in particolare con il consigliere regionale Maurizio Marrone, indicato come possibile candidato sindaco di Fratelli d’Italia. Per anni Marrone ha fatto della riqualificazione dell’ex piscina una battaglia contro il Comune, proponendo una ricetta centrata quasi esclusivamente su più controlli, più polizia e più militarizzazione del quartiere. Una linea che, secondo Potere al Popolo, si salda perfettamente con le scelte dell’amministrazione comunale, come dimostrerebbe l’adesione al Piano Strade Sicure e l’arrivo dei militari a presidiare le strade di Barriera.

Al centro della contestazione resta il concetto stesso di sicurezza, ritenuto vuoto se scollegato da un investimento strutturale sul piano sociale. La richiesta avanzata è quella di una sicurezza sociale, fondata su politiche pubbliche capaci di rafforzare istruzione, sanità e lavoro, di calmierare gli affitti, rilanciare l’edilizia popolare, garantire l’accesso allo sport di base e alle aree verdi, evitando che la riqualificazione si traduca in gentrificazione e nell’espulsione delle classi popolari verso le periferie più esterne.

Barriera di Milano, mentre si avvicina l’avvio dei lavori del primo lotto della Metro 2, appare così sempre più al centro di un confronto acceso sul futuro di Torino Nord. Tra chi invoca ordine e repressione, chi punta sulla trasformazione urbanistica e chi chiede politiche sociali strutturali, lo sgombero dell’ex piscina Sempione rischia di essere solo l’inizio di una fase di profondi cambiamenti, destinata a ridefinire l’identità di uno dei quartieri più popolari e complessi della città.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori