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Cronaca

Crans-Montana, Elsa Rubino si è svegliata dal coma

Il padre conferma il risveglio dall’ospedale di Zurigo

Crans-Montana

Crans-Montana, Elsa Rubino si è svegliata dal coma

Un risveglio che rompe settimane di silenzio, ma non scioglie ancora le paure. Elsa Rubino, la studentessa quindicenne di Biella rimasta gravemente ferita nell’incendio della discoteca di Crans-Montana la notte di Capodanno, si è svegliata dal coma e ha riconosciuto i genitori. La giovane è ricoverata da 22 giorni in un ospedale di Zurigo, dove resta in terapia intensiva.

A confermare il risveglio è stato il padre, Lorenzo Rubino, che ha parlato di una giornata carica di emozione ma anche di prudenza. «È una grande emozione», ha spiegato, precisando però che «la prognosi rimane riservata».

Elsa ha riconosciuto sia il padre Lorenzo sia la madre Isabella, un segnale incoraggiante dal punto di vista neurologico. Nonostante questo passo avanti, i medici mantengono il massimo riserbo: la situazione clinica resta critica e non consente, al momento, di formulare previsioni sull’evoluzione delle sue condizioni.

Dal giorno della tragedia, la giovane è stata sottoposta a due interventi chirurgici. Una terza operazione all’intestino era stata programmata nei giorni scorsi, ma è stata rinviata perché le condizioni di Elsa erano giudicate troppo delicate per affrontare un ulteriore intervento.

Il risveglio dal coma rappresenta un passaggio importante nel lungo percorso di cura, ma non modifica il quadro generale, che resta complesso. I sanitari continuano a monitorare costantemente le funzioni vitali e neurologiche della ragazza, senza sciogliere la prognosi.

La vicenda di Elsa continua a essere seguita con grande attenzione anche nel Biellese, dove la notizia del risveglio ha riacceso la speranza dopo settimane di apprensione. La tragedia di Crans-Montana, avvenuta nella notte di Capodanno, ha lasciato segni profondi e il percorso di recupero della giovane si preannuncia ancora lungo.

Il riconoscimento dei genitori è un segnale che offre sollievo alla famiglia, ma la cautela resta d’obbligo. Come ribadito dal padre, ogni valutazione definitiva è rimandata: la prognosi resta riservata.

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