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Costume e società
09 Marzo 2026 - 11:01
Quando Luciana Littizzetto prende carta e penna per scrivere una delle sue “letterine” televisive, difficilmente qualcuno ne esce indenne. Domenica 8 marzo, durante la puntata di Che tempo che fa sul Nove, nel mirino della comica di Bosconero è finito Guido Crosetto, ministro della Difesa e figura di primo piano del governo, protagonista negli ultimi giorni di una vicenda che ha fatto molto discutere.
La satira di Littizzetto nasce da una situazione diventata rapidamente virale tra social e commenti politici. Crosetto, infatti, si trovava in vacanza a Dubai proprio nei giorni in cui Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, con conseguente chiusura di parte dello spazio aereo della regione. Il ministro, colto di sorpresa dall’escalation militare, è rimasto temporaneamente bloccato negli Emirati prima di riuscire a rientrare in Italia. Una circostanza che ha alimentato polemiche e ironie, soprattutto dopo che lo stesso Crosetto ha ammesso di non essere stato informato in anticipo dell’imminente attacco.
Da qui la scelta di Littizzetto di trasformare l’episodio in materia per la sua satira. Con il tono surreale e iperbolico che caratterizza da anni le sue “letterine”, la comica ha aperto il monologo con una serie di appellativi ironici rivolti al ministro, prendendo subito di mira le dimensioni fisiche e la provenienza piemontese del politico.
Poi è arrivata la domanda che ha fatto scattare le risate in studio: «Ma non potevi andare in Liguria come tutti i cuneesi?». Un modo per ridimensionare con una battuta la scelta di una meta esotica proprio mentre la situazione internazionale si faceva sempre più tesa.
Il monologo ha proseguito giocando sulle versioni fornite dal ministro per spiegare la sua presenza a Dubai. «Hai cambiato più versioni tu di quanti abiti ha cambiato Pausini a Sanremo», ha scherzato Littizzetto, insinuando con ironia che la ricostruzione dei fatti sia apparsa un po’ confusa. E ancora: «Con tutto lo staff che hai, non c’era qualcuno a cui mandare un messaggio?».
Non è mancata nemmeno una battuta sul rientro in Italia. Crosetto ha raccontato di aver utilizzato un volo militare per tornare rapidamente nel Paese, spiegando di averne sostenuto personalmente i costi e di aver lasciato temporaneamente i familiari negli Emirati. Anche questo dettaglio è diventato materiale per la comicità della torinese, che ha ironizzato sulle dimensioni del ministro e sulle spese del viaggio.
Dietro il sarcasmo resta, però, il tema politico. Littizzetto ha ricordato che chi ricopre un incarico delicato come quello di ministro della Difesa non può permettersi leggerezze. «Fai un mestiere di altissima responsabilità», ha osservato nel finale del monologo, sottolineando come i cittadini si aspettino da chi occupa ruoli istituzionali attenzione e prudenza, soprattutto quando la situazione internazionale si fa instabile.
Come spesso accade con Luciana Littizzetto, la satira televisiva ha trasformato una polemica politica in uno sketch che mescola ironia, costume e attualità. E alla fine la chiusura è arrivata nel dialetto piemontese che la comica usa spesso come firma: un saluto tra conterranei, da «piemontese xs a piemontese xxxl». Una battuta che ha chiuso la lettera con il sorriso, ma lasciando comunque aperta la riflessione sul peso delle responsabilità pubbliche.
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