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Cronaca

Siringhe nei parchi e rifiuti ovunque: la periferia di Torino è allo sbando

Tra rifiuti, siringhe e strutture abbandonate, la denuncia della capogruppo Verangela Marino punta il dito su anni di promesse mancate e chiede interventi immediati

Piscine occupate

Piscine occupate, siringhe nei parchi e rifiuti ovunque: l’allarme su un’area ormai fuori controllo

Nel quadrilatero compreso tra via Boccherini, via Gottardo, via Toscanini e il Parco Sempione, a Barriera di Milano, il degrado torna al centro del dibattito politico cittadino. A riaccendere i riflettori è un intervento pubblico della capogruppo di Fratelli d’Italia, Verangela Marino, che parla apertamente di una situazione «completamente fuori controllo», documentata da immagini e segnalazioni che raccontano un’area ormai sottratta alla fruizione dei residenti.

Il nodo principale restano le due piscine abbandonate, da tempo occupate e, secondo quanto denunciato, utilizzate come luogo di spaccio e prostituzione. Ma il problema, sottolinea Marino, non si fermerebbe alle strutture dismesse. L’area verde adiacente, il Parco Sempione, viene descritta come un accumulo continuo di rifiuti, un «cimitero di carrelli rubati» e immondizia varia, con un livello di incuria che cresce di settimana in settimana.

A preoccupare maggiormente è però la presenza di siringhe abbandonate all’interno del parco. Un elemento che trasforma il degrado in un rischio concreto per la sicurezza. «Potrebbero arrecare gravissimi danni a chi frequenta l’area, in particolare ai bambini e agli animali domestici», segnala la capogruppo, che riferisce di aver già inoltrato una segnalazione ad Amiat per ottenere almeno la rimozione immediata dei materiali più pericolosi.

Il quadro che emerge è quello di un’area urbana che, secondo l’opposizione, sarebbe stata progressivamente lasciata senza controllo. Marino ribadisce la richiesta, già avanzata più volte, di abbattere le due strutture delle piscine, considerate ormai un polo di illegalità e un fattore di attrazione per attività criminali. Una richiesta che viene motivata come misura necessaria «a tutela di ogni singolo cittadino», in un contesto dove, sostiene Fratelli d’Italia, «non è più possibile attendere».

Nel mirino finiscono anche le promesse politiche accumulate negli anni. «Sono anni che si continuano a millantare false promesse, ma i risultati restano pari a zero», accusa la capogruppo, parlando di un quartiere che paga il prezzo più alto dell’inerzia amministrativa. Secondo la denuncia, i residenti sarebbero arrivati al punto di sentirsi limitati perfino nei gesti quotidiani, come uscire di casa per andare al lavoro.

Accanto alla richiesta di interventi strutturali, Fratelli d’Italia torna a rilanciare una proposta già avanzata in passato: l’istituzione di un presidio fisso dell’esercito nell’area, per contenere un fenomeno ritenuto ormai ingestibile con i soli strumenti ordinari. Una misura che, nelle intenzioni, servirebbe anche a tutelare l’istituto Perrault, situato a poca distanza dalle piscine, oltre agli abitanti del quartiere.

Il messaggio politico è chiaro e si colloca su un piano di contrapposizione netta. Da un lato la richiesta di sicurezza immediata, dall’altro la critica a una gestione giudicata inefficace. Marino assicura che la battaglia continuerà «al fianco dei cittadini», con l’obiettivo dichiarato di trasformare quell’area in uno spazio vivibile, fruibile e sicuro.

Intanto, a Barriera di Milano, il degrado resta una presenza quotidiana. E il confronto politico promette di intensificarsi, mentre residenti e famiglie continuano ad aspettare risposte concrete.

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