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Cronaca
15 Gennaio 2026 - 11:57
Scappa di casa a undici anni dopo una lite in famiglia: rintracciato fuori provincia dopo ore di paura
Una discussione domestica, il desiderio di un cellulare negato e una decisione presa d’impulso. A 11 anni lascia casa, sale su un treno e si allontana dalla provincia senza avvisare nessuno. È una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso una famiglia di Asti per diverse ore e che si è conclusa solo grazie all’intervento della polizia di Stato, con un lieto fine arrivato nel corso della stessa giornata.
Tutto comincia nel primo pomeriggio, quando il ragazzino esce di casa dopo una lite familiare legata al mancato acquisto di uno smartphone. Un episodio che, almeno inizialmente, non sembrava diverso da tanti altri dissapori domestici. Con il passare delle ore, però, l’assenza del bambino inizia a destare una preoccupazione crescente: l’undicenne non era mai sparito prima e non aveva mai fatto perdere le proprie tracce così a lungo.
A lanciare l’allarme è il fratello maggiore, che si presenta spontaneamente in questura ad Asti per segnalare l’allontanamento. Racconta agli agenti che il fratellino non è rientrato e che nessuno riesce a contattarlo. Da quel momento scatta la macchina delle ricerche. Gli uomini delle volanti avviano subito le verifiche, ricostruendo i movimenti del bambino e cercando di capire se possa essersi spostato con qualche mezzo.

Nel frattempo, la madre riceve una telefonata dal figlio. Il numero è sconosciuto e la conversazione dura poco: il bambino dice di stare bene, ma non riesce o non vuole spiegare dove si trovi. Una chiamata che, invece di rassicurare, aumenta l’angoscia, perché conferma che il ragazzino si è allontanato e si trova in un luogo non identificato.
A quel punto, uno degli agenti decide di richiamare direttamente quel numero. Dall’altra parte risponde l’undicenne. La voce è tremante, il tono spaventato. Dice di stare bene, ma ammette di essersi smarrito e di trovarsi in una stazione ferroviaria fuori provincia. Non sa spiegare con precisione come sia arrivato lì, se non raccontando di aver preso un treno dopo essere uscito di casa, spinto dalla rabbia e dal desiderio di allontanarsi.
Grazie alle indicazioni fornite durante la telefonata, gli agenti riescono a individuare la stazione in cui si trova il bambino. A quel punto la comunicazione passa rapidamente alla famiglia, che si mette subito in viaggio per raggiungerlo. Sono momenti di tensione, ma anche di sollievo: il ragazzino è stato localizzato ed è in buone condizioni.
Poco dopo arriva la conferma. Il fratello maggiore invia un messaggio di ringraziamento alla questura, spiegando che l’undicenne sta bene ed è già sulla strada del ritorno verso Asti. La fuga improvvisata si chiude così, senza conseguenze fisiche, ma con un carico emotivo che difficilmente verrà dimenticato.
La vicenda mette in luce quanto possano essere fragili gli equilibri emotivi anche in età molto giovane e quanto rapidamente un gesto impulsivo possa trasformarsi in una situazione di emergenza. Una discussione apparentemente banale, legata a un oggetto di uso quotidiano, si è trasformata in un allontanamento che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e ha mobilitato un’intera famiglia.
Resta il sollievo per un epilogo positivo, ma anche la consapevolezza che episodi simili richiedono attenzione, ascolto e dialogo. Perché dietro una fuga ci sono spesso emozioni difficili da gestire, soprattutto quando a viverle è un bambino di undici anni.
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