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Cronaca

Minacce in tabaccheria e tensione con i carabinieri, arrestato a Pinerolo ma rimesso in libertà

Un 47enne nega tutto davanti al giudice, processo fissato a febbraio e nessuna misura cautelare

Minacce in tabaccheria

Minacce in tabaccheria e tensione con i carabinieri, arrestato a Pinerolo ma rimesso in libertà (foto archivio)

Prima le minacce rivolte al titolare di una tabaccheria, poi il confronto acceso con i carabinieri intervenuti sul posto. È quanto avvenuto a Pinerolo nel tardo pomeriggio del 3 gennaio 2026, episodio che ha portato all’arresto di un 47enne, tornato però in libertà dopo la convalida dell’arresto. Il Tribunale di Torino non ha infatti disposto alcuna misura restrittiva nei suoi confronti, rinviando ogni valutazione al processo previsto per febbraio.

Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo è entrato nella tabaccheria e, dopo una discussione con il titolare, la situazione sarebbe rapidamente degenerata. Durante l’udienza di convalida, il 47enne ha fornito la propria versione, sostenendo di essersi innervosito per un rifiuto alla vendita. «Ho dato 10 euro, ma non volevano darmi il tabacco. Mi sono innervosito. Non avevo fatto niente di male e non volevano servirmi», ha dichiarato davanti alla giudice.

A quel punto, secondo quanto denunciato dal commerciante, sarebbero arrivate frasi intimidatorie. L’uomo avrebbe minacciato il titolare dicendo «Ti porto in Marocco con me» e aggiungendo «Ti faccio picchiare dai miei amici, ti faranno male». Parole ritenute sufficientemente gravi da spingere il tabaccaio a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine e a formalizzare una denuncia.

All’arrivo dei carabinieri, la tensione non si sarebbe placata. Secondo l’accusa, il 47enne avrebbe afferrato per il bavero uno dei militari intervenuti, per poi avvicinarsi a un secondo carabiniere e tentare di impadronirsi dell’arma di servizio. Un comportamento che ha portato all’arresto immediato.

In tribunale l’uomo ha negato ogni addebito, respingendo sia le accuse di minaccia sia quelle di resistenza. Davanti al giudice ha chiesto che venissero esaminate le immagini delle telecamere di videosorveglianza, sostenendo che i filmati dimostrerebbero la sua versione dei fatti. «Se guardate le telecamere di sicurezza, capite che sto dicendo la verità», ha affermato in aula.

I video, ora a disposizione delle parti, saranno uno degli elementi centrali del processo. Nonostante la convalida dell’arresto, il giudice ha deciso di non applicare misure cautelari, consentendo all’uomo di tornare in libertà in attesa del dibattimento.

Sarà ora il processo a chiarire la dinamica esatta dell’accaduto e a stabilire le responsabilità. Un episodio che ha suscitato attenzione in città e che riporta al centro il tema delle tensioni nei luoghi aperti al pubblico e degli interventi delle forze dell’ordine in situazioni ad alta criticità.

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