Cerca

Cronaca

Crans Montana, aumentano le vittime: gli italiani Giovanni Tamburi, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini sono tra i deceduti

Mentre prosegue l’inchiesta per omicidio colposo e incendio colposo, i proprietari Jacques e Jessica Moretti dichiarano di aver rispettato le norme di sicurezza

Crans Montana, aumentano le vittime:  gli italiani Giovanni Tamburi, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini sono tra i deceduti

A tre giorni dalla devastante tragedia di Capodanno a Crans-Montana, che ha colpito duramente la comunità internazionale, il bilancio delle vittime continua a crescere. La polizia svizzera ha confermato l’identificazione di tre vittime italiane: si tratta di Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna, Achille Barosi, 16 anni, di Milano, ed Emanuele Galeppini, quasi 17 anni, di Genova. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha comunicato che le famiglie sono state informate, ma rimangono ancora tre italiani dispersi il cui destino è ancora incerto.

Nel frattempo, le indagini sono in corso e si concentrano sulla gestione della sicurezza nel locale Le Constellation, dove l'incendio ha avuto origine. I proprietari, Jacques e Jessica Moretti, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Le forze dell’ordine stanno approfondendo la responsabilità della coppia francese, gestori del locale, in relazione al rispetto delle norme di sicurezza antincendio.

La notte del 31 dicembre 2025 si è trasformata in un incubo per centinaia di giovani, intrappolati nel seminterrato del bar Le Constellation, dove si stavano festeggiando i festeggiamenti di Capodanno. L’incendio si è sviluppato improvvisamente, avvolgendo l’area in una nube di fumo denso e tossico. Le testimonianze raccolte indicano che molte persone sono rimaste intrappolate a causa di uscite di sicurezza inadeguate e bloccate. Gianni Campolo, un giovane che è accorso insieme al padre per dare aiuto, ha raccontato come l’unica via di fuga disponibile fosse una porta vetrata che impediva a molti di scappare. Dopo averla sfondato, sono riusciti a mettere in salvo più di dieci persone.

L’inchiesta ora si concentra sulla sicurezza del locale. Le autorità svizzere stanno indagando sull’adeguatezza delle misure di sicurezza, in particolare per quanto riguarda le uscite di emergenza e la scala di evacuazione che collegava il seminterrato al piano terra. La polizia del Cantone Vallese ha aperto un’indagine che coinvolge direttamente i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, che sono accusati di non aver rispettato le norme di sicurezza antincendio, con conseguenze fatali. La documentazione sui controlli effettuati nel bar è stata consegnata alla Procura generale, che ora sta valutando le informazioni raccolte.

Jacques Moretti ha recentemente rotto il silenzio, dichiarando alla stampa che nel locale sono state rispettate tutte le norme di sicurezza e che il bar è stato ispezionato tre volte negli ultimi dieci anni. “Non riusciamo più a mangiare né a dormire”, ha detto, aggiungendo che lui e sua moglie sono devastati da quanto accaduto. Ha anche dichiarato di essere pronto a collaborare pienamente con le autorità svizzere.

I titolari del locale, Jacques e Jessica Moretti

Tuttavia, il suo passato criminale ha sollevato dubbi tra le autorità e la stampa. Le Parisien ha riportato che Jacques Moretti ha avuto problemi con la giustizia francese in passato, essendo stato condannato per truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione circa venti anni fa. Nonostante ciò, fonti della polizia francese affermano che Moretti si è allontanato dalla criminalità organizzata e non ha più avuto problemi legali negli ultimi anni.

Le autorità svizzere continuano a esplorare tutte le piste per chiarire le cause della tragedia. La procuratrice generale, Béatrice Pilloud, ha confermato che l’istruttoria è stata avviata per fare luce su eventuali responsabilità, ma ha anche sottolineato che la presunzione di innocenza si applica fino alla condanna definitiva. Intanto, le famiglie delle vittime italiane e degli altri paesi coinvolti continuano a vivere nell’angoscia, in attesa delle risposte ufficiali che possano porre fine alla lunga agonia dell’incertezza.

Il bilancio ufficiale della tragedia segna 40 morti e 121 feriti, con una parte significativa delle vittime giovani provenienti da diverse nazionalità, in particolare italiani. Le operazioni di rimpatrio dei feriti italiani continuano, con elicotteri della Protezione Civile che trasportano i giovani gravemente ustionati presso ospedali italiani, come il Niguarda di Milano.

Una tragedia che, nonostante il dolore, ha visto anche gesti di eroismo. Gianni Campolo, 19enne di Ginevra, ha raccontato come, insieme al padre, abbia aiutato a evacuare i feriti e a sfondare la porta che bloccava l’uscita, mettendo in salvo decine di persone. La sua testimonianza ha messo in evidenza la mancanza di vie di fuga adeguate e ha sollevato forti dubbi sulla gestione della sicurezza del locale. "Se ci fosse stata un’altra via di uscita aperta, ci sarebbero stati meno morti", ha concluso con rabbia Gianni.

Mentre le famiglie delle vittime e dei dispersi aspettano con angoscia i risultati delle indagini e la verifica delle identità, cresce la rabbia per la gestione della sicurezza al bar Le Constellation. Le lacune nelle procedure di evacuazione, la presenza di una sola uscita e i materiali utilizzati per gli arredi sono punti chiave che alimentano la richiesta di giustizia. La comunità internazionale attende risposte e responsabilità chiare.

L’incendio di Capodanno a Crans-Montana ha scosso profondamente l’opinione pubblica, e la speranza di giustizia per le vittime e le loro famiglie è più forte che mai. Nel frattempo, le indagini proseguono, con il forte impegno delle autorità svizzere e italiane per fare luce su questa tragedia che non doveva accadere.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori