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Cronaca

Chiara Costanzo, 16 anni, è tra le vittime della strage di Crans-Montana: il padre racconta la drammatica telefonata

Le speranze che Chiara Costanzo potesse tornare a sorridere si sono spente nella serata di venerdì 2 gennaio

Chiara Costanzo, 16 anni, è tra le vittime della strage di Crans-Montana: il padre racconta la drammatica telefonata

Le speranze che Chiara Costanzo potesse tornare a sorridere si sono spente nella serata di venerdì 2 gennaio, con una telefonata che ogni genitore teme di ricevere. “Ho appena ricevuto la telefonata che non dovrebbe mai arrivare a un padre. Un dolore sordo, indicibile: la mia amata Chiara non c'è più”. Con queste parole, Andrea Costanzo, il padre della giovane 16enne, ha confermato pubblicamente la tragedia che ha travolto la sua famiglia, dopo giorni di angosciosa attesa. La sua figlia, inizialmente dichiarata dispersa nella terribile strage di Crans-Montana avvenuta la notte di Capodanno, non c’era più. Un dolore che ha squarciato la speranza di rivederla, lasciando solo un vuoto immenso e una ricerca di verità che il padre promette di portare avanti.

La notizia della morte di Chiara è arrivata in un modo che nessun genitore vorrebbe mai sentire: attraverso una chiamata telefonica che ha spezzato il cuore di un padre. Il 2 gennaio, infatti, il padre di Chiara ha ricevuto una conferma ufficiale. “Ci hanno detto ufficialmente che gli ospedalizzati non identificati sono tre, di sesso maschile – ha spiegato Andrea Costanzo nelle sue interviste a Corriere della Sera e Repubblica. – Per esclusione, mia figlia è in un altro elenco, quello delle vittime. Per l’ufficialità ci vorranno parecchi giorni, per via degli esami accurati del DNA, ma per noi c’è già.” In quel momento, la speranza che Chiara fosse tra i feriti e che potesse essere identificata viva è svanita, lasciando spazio a un tragico abisso di dolore e incertezze.

Le parole del padre di Chiara raccontano una notte di angoscia e impotenza. Andrea Costanzo racconta di come, nel cuore della notte, avesse cercato con tutte le sue forze di entrare nel locale Le Constellation, dove si era scatenato l’incendio. “La sera dell’incendio non l’ho trovata. Sono arrivato davanti al locale ma non l’ho trovata. Sarei dovuto entrare dentro a cercarla, ma i vigili del fuoco non mi hanno fatto passare. Avrei voluto tanto farlo”, ha dichiarato. Un gesto di disperazione, quella voglia di entrare e cercare la propria figlia, ma che non è stato possibile realizzare, bloccato da un cordone di sicurezza che non ha fatto altro che accrescere il tormento del padre.

La tragedia assume contorni ancor più dolorosi quando Andrea Costanzo ricorda come Chiara, inizialmente, avesse rifiutato di andare a Crans-Montana per festeggiare il Capodanno, preferendo passarlo con un’amica in un’altra località. Ma alla fine, la ragazza si è trovata a cambiare idea, e a scegliere di festeggiare con amici a Crans-Montana, in un momento che sembrava di allegria, ma che è finito in un incubo. "Quest’anno Chiara non voleva nemmeno venire: pensava di festeggiare il Capodanno con un’amica in un’altra località ma non c’era posto. Così siamo tornati qui anche questa volta", ha spiegato il padre, con un senso di rimpianto che solo una tragedia come questa può generare.

Andrea Costanzo, pur essendo nel pieno del dolore più devastante, ha parlato anche di giustizia. “È la fase dell’angoscia e del dolore, poi, una volta che avrò elaborato questo lutto, anch’io andrò alla ricerca della giustizia. Lo devo a mia figlia, che sapeva sempre distinguere il giusto dallo sbagliato", ha affermato con determinazione. Il padre di Chiara è consapevole che responsabilità devono essere chiarite, e ha promesso che, una volta affrontato il lutto, non lascerà nulla di intentato per portare alla luce tutta la verità su quanto accaduto quella notte di Capodanno.

Chiara Costanzo, originaria di Arona, viveva a Milano con la madre e frequentava il liceo scientifico Moreschi. La ragazza aveva una grande passione per la ginnastica acrobatica, che praticava a livello agonistico. Un profilo di ragazza solare e appassionata, con una vita davanti ricca di opportunità e sogni. Crans-Montana, dove la famiglia aveva una casa, era un luogo conosciuto per Chiara, che vi trascorreva le vacanze con regolarità. Quel Capodanno 2025 sarebbe dovuto essere solo un momento di svago con gli amici, una serata come tante altre, ma si è trasformata in una tragedia immensa.

Nel frattempo, le autorità svizzere continuano a lavorare senza sosta per completare le operazioni di identificazione delle vittime. La polizia sta analizzando i dati DNA per garantire che ogni vittima venga identificata con certezza, e restituire così un nome alle famiglie che stanno vivendo il tormento dell’attesa. Ma il dolore di un padre che ha perso la figlia è qualcosa che non può essere misurato dal tempo delle verifiche scientifiche. Ogni minuto che passa è un peso che si aggiunge, alimentato dalla speranza che forse la verità non arriverà mai.

Il bilancio della tragedia, aggiornato dalle autorità svizzere, parla di 40 vittime e 121 feriti, mentre il numero dei dispersi rimane tragicamente alto. Per ora, le famiglie attendono risposte, e tra i nomi ancora da collocare tra feriti e morti, c’è anche Chiara Costanzo, una giovane ragazza che, purtroppo, non ha avuto il tempo di vedere realizzati i suoi sogni.

In un mondo che sembra non fermarsi mai, questo caso ci ricorda la fragilità della vita e l'importanza di ricordare, con rispetto e dignità, coloro che non ci sono più.

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