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Cronaca
02 Gennaio 2026 - 17:01
Il primo giorno dell’anno, a Nichelino, non ha avuto il suono dei brindisi. Ha avuto l’odore acre della cenere e un perimetro annerito al posto di ciò che, fino a poche ore prima, era un rifugio. Le tettoie ridotte a carbone, le casette trasformate in cenere, il silenzio che segue quando si prova a fare la conta e mancano troppe presenze. È così che si è aperto il 1° gennaio davanti ai resti di una colonia felina spazzata via nella notte di Capodanno, dove vivevano circa quindici gatti randagi. Ora restano domande, rabbia e un lavoro urgente da ricominciare.
All’alba, la scoperta. Le strutture che riparavano i felini erano completamente distrutte. Con l’assessore alle politiche sugli animali Fiodor Verzola c’erano anche due tutor che seguono quotidianamente la colonia. L’ipotesi della bravata regge poco davanti a ciò che si vede. La dinamica, dicono, porta altrove. «Rabbia, tristezza, sgomento», sono le parole che Verzola sceglie sul posto, davanti a ciò che resta. E annuncia la linea che intende seguire: «Sporgerò denuncia». Saranno gli accertamenti a stabilire responsabilità e modalità, ma l’orientamento è netto.
Il bilancio umano, in questa storia, passa dagli animali. Della colonia, oltre una decina risultano dispersi. «Uno lo abbiamo ritrovato ferito a una zampa», spiega l’assessore, «la speranza è che siano riusciti semplicemente a scappare». È una speranza fragile, ma necessaria, mentre si ricostruisce un minimo di riferimento per i superstiti e si cerca di capire dove possano essersi rifugiati. Il danno materiale è evidente; quello invisibile riguarda il trauma per gli animali e per chi se ne prende cura ogni giorno.
In attesa della denuncia formale e dell’avvio delle verifiche, l’ipotesi che prende corpo è quella di un rogo doloso. «Dubito che l’autore di questo gesto ne comprenda la gravità», afferma Verzola, che allarga lo sguardo oltre il singolo episodio: «Questo triste fatto deve far riflettere». Il tema tocca un nervo scoperto, perché «la tutela dei diritti e del benessere degli animali, in Italia, continua a non essere affrontata a dovere». Parole che chiamano in causa non solo l’atto in sé, ma il contesto culturale che lo rende possibile.
Mentre le indagini prendono forma, la rete di solidarietà si muove. E lo fa subito, senza attese. «Questa mattina abbiamo ritirato quattro casette donate dall’associazione “I GattAstri” di Piossasco», racconta l’assessore, «altre andrò a ritirarle nel pomeriggio a Grugliasco, domani ne arriveranno altre cinque». Una catena di aiuti che attraversa Nichelino e i comuni vicini e che, nell’immediato, permette di ricostruire ripari e restituire un punto fermo ai felini rimasti. «È sempre positivo rendersi conto della solidarietà in momenti così tristi», aggiunge, mentre la città risponde con gesti concreti.
Ma il nodo, insiste Verzola, non si scioglie con la sola repressione. Punire non basta se non si interviene prima. «È giusto punire e sanzionare, ma non basta una multa per insegnare il rispetto», osserva, «è necessario disinnescare queste dinamiche a partire dall’educazione, fin dalle scuole elementari, attraverso il rinforzo positivo». Nichelino, ricorda, è tra le poche realtà che investono in progetti educativi sul benessere animale. La prevenzione passa da lì: formare, informare, coinvolgere, rendere il rispetto una pratica quotidiana e non un principio astratto.
In questa vicenda non c’è solo una colonia da ricostruire. C’è un patto di comunità da rinsaldare. «Oggi è il giorno del dolore e della rabbia. Ma da domani si ricomincia», conclude l’assessore. «Si ricomincia dai progetti, dalla sensibilizzazione, dal lavoro nelle scuole. Questa battaglia non riguarda solo i gatti di una colonia. Riguarda il tipo di comunità che vogliamo essere». È la traccia per i prossimi giorni: ricomporre ciò che è stato distrutto, accertare le responsabilità, investire sull’educazione. E provare a trasformare un rogo in una spinta collettiva verso responsabilità e cura.

L'assessore alle politiche sugli animali Fiodor Verzola
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