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Botti di Capodanno, un uomo di 43 anni perde una mano per lo scoppio di petardi a Vercelli

Ha anche ustioni in diverse parti del corpo

Botti di Capodanno, un uomo di 43 anni perde una mano per lo scoppio di petardi a Vercelli

La notte di Capodanno si è trasformata in tragedia a Vercelli, dove un uomo di 43 anni è rimasto gravemente ferito a causa dello scoppio di alcuni petardi che stava maneggiando durante i festeggiamenti. Un episodio drammatico che riporta l’attenzione sui rischi legati all’uso improprio di materiale pirotecnico, soprattutto quando viene assemblato o modificato in modo artigianale.

L’incidente è avvenuto nelle prime ore del 1° gennaio, mentre in città erano ancora in corso le celebrazioni per l’arrivo del nuovo anno. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, l’uomo stava assemblando numerosi botti, con l’intenzione di farli esplodere tutti insieme. Un’operazione estremamente pericolosa, che avrebbe richiesto competenze tecniche e condizioni di sicurezza rigorose, e che invece si è conclusa nel peggiore dei modi.

Per cause che sono ora al vaglio degli investigatori, uno dei petardi è esploso prematuramente, provocando una violenta deflagrazione. L’uomo ha riportato lesioni gravissime, tanto da perdere una mano. Oltre all’amputazione traumatica, ha subito ustioni in diverse parti del corpo, segno della potenza dell’esplosione e della vicinanza con cui stava maneggiando il materiale pirotecnico.

L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori stanno cercando di chiarire la provenienza dei petardi, la tipologia del materiale utilizzato e se si trattasse di prodotti acquistati illegalmente o di ordigni artigianali assemblati a partire da componenti diversi.

Il 43enne è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale di Vercelli, dove è stato affidato alle cure dei sanitari. Le sue condizioni sono apparse subito molto serie. La perdita della mano rappresenta una conseguenza permanente e devastante, che avrà un impatto profondo non solo sulla sua salute fisica, ma anche sulla vita personale e lavorativa.

L'ospedale Sant'Andrea di Vercelli

L’episodio si inserisce in un quadro purtroppo noto alle cronache di ogni inizio d’anno. Anche questa volta, i festeggiamenti per Capodanno sono stati accompagnati da incidenti legati ai botti, spesso causati da comportamenti imprudenti o dall’utilizzo di materiale non conforme alle norme di sicurezza. Ogni anno le forze dell’ordine e le autorità sanitarie rinnovano gli appelli alla prudenza, ricordando come petardi e fuochi d’artificio possano trasformarsi in armi potenzialmente letali se usati senza le dovute precauzioni.

In particolare, l’assemblaggio di botti rappresenta uno dei comportamenti più rischiosi. La combinazione di più ordigni, pensata per ottenere un effetto esplosivo maggiore, moltiplica in modo esponenziale la pericolosità dell’operazione. Basta un errore minimo, una scintilla imprevista o un difetto nel materiale per provocare esplosioni incontrollate, con conseguenze spesso irreversibili.

Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità e verificare se vi siano state violazioni delle normative sulla detenzione e l’utilizzo di materiale esplosivo. Al tempo stesso, l’episodio di Vercelli riaccende il dibattito sulla necessità di controlli più stringenti e di una maggiore consapevolezza sui pericoli legati ai festeggiamenti con i botti.

Per il momento, resta il bilancio pesantissimo di una notte che avrebbe dovuto essere di festa e che invece si è conclusa con una menomazione permanente e un ricovero ospedaliero. Un Capodanno segnato dal sangue e dal dolore, che lascia dietro di sé l’ennesimo monito sui rischi di sottovalutare la potenza degli esplosivi, anche quando sembrano semplici petardi.

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