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Fiamme libere in tre strutture abbandonate, in Barriera di Milano ancora degrado

Ex stabile Fs, piscina Sempione e cantiere Metro 2 ancora teatro di accensioni pericolose

Fiamme libere in tre strutture abbandonate, in Barriera di Milano ancora degrado

Fiamme libere in tre strutture abbandonate, in Barriera di Milano ancora degrado

Le immagini e le segnalazioni continuano a ripetersi, sera dopo sera, senza che la situazione venga definitivamente messa in sicurezza. Nel quartiere Barriera di Milano, a Torino, tre strutture abbandonate tornano al centro dell’allarme lanciato dai residenti e raccolto dalla consigliera di circoscrizione Verangela Marino, che da mesi documenta la presenza di fiamme libere all’interno di aree ormai totalmente fuori controllo: l’ex stabilimento Ferrovie dello Stato di corso Venezia, l’ex piscina Sempione e la zona del cantiere della Metro 2.

Secondo quanto denunciato nelle ultime ore, all’interno di tutte e tre le strutture vengono accesi fuochi tra cumuli di lenzuola, coperte e stracci lasciati a ridosso delle fiamme. Un mix che, in caso di propagazione, potrebbe trasformarsi in un incendio di vaste proporzioni, mettendo a rischio non solo chi occupa gli stabili ma anche gli edifici circostanti. La dinamica è sempre la stessa: occupazioni irregolari, falò spontanei utilizzati per scaldarsi, degrado strutturale e totale assenza di controllo.

Le condizioni di abbandono rappresentano una miscela di vulnerabilità e pericolo. Nell’ex area ferroviaria di corso Venezia, già segnata da anni di occupazioni abusive, la presenza di materiali infiammabili rende ogni focolaio potenzialmente devastante. Alla piscina Sempione la situazione non è diversa: locali in rovina, accessi forzati, superfici compromesse e interi ambienti ridotti a ricoveri improvvisati. Nel cantiere della futura Metro 2, ancora in parte non operativo, il tema rischia di fondersi con quello della sicurezza delle infrastrutture, generando ulteriori timori.

La consigliera Marino ha segnalato l’ennesimo episodio alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco, sollecitando un intervento che metta fine a una spirale ormai quotidiana. Nel quartiere cresce la preoccupazione: la percezione diffusa è che l’assenza di controlli continui ad alimentare un terreno fertile per incidenti, degrado e tensioni sociali. I residenti parlano di un senso di insicurezza radicato e di una gestione complessa, aggravata dall’inverno alle porte.

Le squadre dei vigili del fuoco, più volte intervenute negli ultimi mesi, ribadiscono la necessità di prevenzione e di un’azione coordinata tra Comune, Prefettura e forze dell’ordine. Le segnalazioni, però, mostrano come il fenomeno non sia episodico, ma strutturale, e come richieda una soluzione che vada oltre le singole risposte di emergenza. La Barriera resta uno dei quartieri più esposti alla fragilità degli immobili dismessi, con un mosaico di aree borderline che necessitano di un piano complessivo di recupero e di presidio.

In attesa di interventi più incisivi, resta il lavoro quotidiano di chi non vuole che l’ennesima fiammata produca un disastro annunciato. Le segnalazioni notturne, come quella dell’ultima sera, sono un tentativo di rallentare un rischio concreto che continua a lampeggiare nel buio di tre strutture dimenticate.

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