AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
09 Marzo 2023 - 12:00
Sono cinque i fucili che sono riaffiorati dalle acque del canale Cavour
Cinque fucili e almeno una cinquantina di munizioni di vario calibro.
Dalla secca del canale Cavour in località Arborea di Verolengo è riaffiorato un vero e proprio arsenale.
A segnalare la presenza delle armi ai carabinieri di Chivasso è stato un passante che faceva jogging lungo il canale.
Il canale Cavour in località Arborea di Verolengo
Le armi, la cui matrice non è più leggibile, sono state inviate ai Ris di Parma per scoprire la loro provenienza.
Solamente uno dei cinque fucili, al momento, risulta rubato cinque anni fa in provincia di Varese.
Sulla provenienza delle armi oggi si possono solo fare ipotesi.

Le armi sono state recuperate dai carabinieri di Chivasso
E la più intuitiva è quella che porta alla criminalità organizzata e, in questo caso, alla ‘ndrangheta la cui presenza nel chivassese è stata ampiamente documentata dalle inchieste Minotauro (2011), Colpo di Coda (2012) e Platinum Dia (2022).
La 'ndrangheta è una delle organizzazioni criminali più potenti e pericolose in Italia e la sua attività si estende a livello nazionale e internazionale.
Ha una forte presenza nel nord e in Piemonte dove ha infiltrato molte attività economiche e commerciali, e dove gestisce attività illegali come il traffico di droga, l'estorsione e il riciclaggio di denaro sporco.
Nel corso degli anni, le forze dell'ordine italiane hanno scoperto diversi depositi di armi abbandonati dalla ‘ndrangheta: nel 2018, ad esempio, è stata scoperta una grande quantità di armi e munizioni in un garage a Milano, nel quartiere di Lambrate.
Altri casi simili sono stati segnalati in Piemonte e in Emilia-Romagna. In alcuni di questi le armi abbandonate erano armi da fuoco di vario tipo, spesso con la matricola abrasa o rimossa, il che suggerisce che fossero armi illegali utilizzate dalla criminalità organizzata.
La matricola è un numero seriale univoco che viene assegnato a ogni arma da fuoco prodotta ed è registrata dal produttore e dalle autorità governative.
La rimozione o l'abrasione della matricola è un'azione illegale, che viene spesso eseguita per rendere difficile o impossibile l'identificazione dell'arma e delle sue origini.
Le armi con la matricola abrasa sono spesso associate a attività criminali, come il traffico di armi illegali, il contrabbando e il furto di armi.
Ci sono stati diversi casi documentati in cui sono state recuperate armi da fiumi o canali, che sono state successivamente associate alla 'ndrangheta o ad altre organizzazioni criminali.
Ad esempio, nel 2017 è stata scoperta una pistola semi-automatica calibro 9 mm nel fiume Lambro, vicino a Milano. L'arma era stata rubata in Svizzera e si ritiene che fosse stata utilizzata dalla ‘ndrangheta.
Il recupero delle armi da parte delle autorità può essere un'importante fonte di informazioni per le indagini sulla criminalità organizzata e sulla sua attività.
Nel 2014 la polizia italiana aveva recuperato un fucile a canne mozze e una pistola nel fiume Po vicino alla città di Cremona. Le armi, che avevano le matricole abrase, sono state successivamente associate a una serie di rapine compiute in diverse parti del nord Italia. Grazie al recupero delle armi, la polizia ha potuto ricostruire l'origine delle armi e la rete criminale che le aveva utilizzate per le rapine.
I ritrovamenti delle armi nei fiumi sono un’eventualità non così rara.
Nel 2018, a Torino, le armi sono state scoperte da un gruppo di volontari che stava effettuando una pulizia del fiume: il gruppo trovò fucili e pistole nel letto del Po.

Il fiume Po a Torino
A Milano, nel Lambro, la scoperta fu di un gruppo di pescatori: era il 2019.
A Pordenone, nel 2021, nel Nocello furono addirittura i sommozzatori a riportare alla luce alcune armi da fuoco.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.