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CALUSO. Biogas: Città Metro ha bocciato il progetto

CALUSO. Biogas: Città Metro ha bocciato il progetto
Il tanto atteso diniego all’insediamento del Biodigestore di Caluso Biometano nella ex Edilias e soprattutto sui terreni agricoli di pregio adiacenti è finalmente stato ufficializzato. A darne notizia è il comitato "Io mi rifiuto", in prima linea per la battaglia.

Ecco il comunicato

La Città Metropolitana ha bocciato il progetto che, come sostenuto anche dal nostro comitato per mesi, aveva evidenti e insormontabili criticità legate a molteplici aspetti che sarebbe lungo ricordare. Tutti gli Enti intervenuti in Conferenza dei Servizi hanno rilevato evidenti carenze ognuno relativamente agli aspetti di competenza, e non poteva che essere così, visto quanto sosteniamo da oltre un anno. Secondo noi poteva essere l’unica conclusione possibile in risposta ad un progetto INSENSATO ed DANNOSO per il territorio e la salute, utile soltanto ad arricchire chi fa business sui rifiuti che evidentemente ha interesse che siano tanti e sempre di più, a costo di andarli a prendere fuori Regione. La Società proponente di Verona ora ha 60 giorni per eventualmente ricorrere al TAR contro la Città Metropolitana, noi attenderemo con serenità e, nel caso sciagurato di un ricorso sconsiderato e sicuramente infondato, saremo al nostro posto contro la Caluso Biometano s.a.s., potete esserne certi! Ciò premesso, il Comitato vuole dire GRAZIE alle tante amministrazioni, ai Consigli Comunali e ai loro Sindaci che fin da principio si sono esposte dichiarando con determinazione e coraggio la loro TOTALE CONTRARIETA’, in particolare ai Consigli Comunali e agli Uffici di Mazzè, Chivasso e Rondissone ed i loro Sindaci Marco Formia, Claudio Castello e Antonio Magnone. Il nostro GRAZIE alle Associazioni ambientaliste e non, associazioni di categoria, alla Pro Mandria, a Consorzi ed Enti che analogamente hanno fin da principio dichiarato la loro contrarietà. Ultimo ma non ultimo, il nostro GRAZIE a tutti i Cittadini che hanno sottoscritto la petizione che ha raccolto ben oltre 3000 firme di cittadini che non hanno paura di dire NO quando è GIUSTO FARLO! Gli Enti e i cittadini che hanno preferito tacere e non esporsi, speriamo capiscano che il nostro NO era fondato su validissimi motivi che ora sono sul parere di Città Metropolitana, altro che sindrome NIMBY! Grazie invece ai cittadini che oltre a firmare, ci hanno aiutato a raccogliere le firme. Consentiteci un pensiero particolare per Margherita Rosso che si era presentata a Mandria durante la prima assemblea pubblica e ci ha sempre sostenuti ed aiutati in questa difficile battaglia. Non ce ne vogliano i tanti altri amici attivisti che ringraziamo di cuore e, solo per brevità, non citiamo personalmente come sarebbe giusto, soltanto per lasciare spazio a questa conclusione: E’ giusto celebrare la vittoria di questa battaglia, ma purtroppo non ci sentiamo di festeggiare più di tanto perché vediamo tante nubi all’orizzonte. Lo scenario che abbiamo di fronte infatti presenta tanti altri progetti insensati altamente impattanti per l’ambiente e la salute, sempre più spesso mascherati da parole come GREEN o BIO, che nascondono l’unico obiettivo di fare soldi (tanti e troppi!) con i rifiuti! Non vogliamo generalizzare, ci sono anche progetti meritevoli che vanno sostenuti in questa epoca di crisi climatica, ma sono mosche bianche e vanno distinti da quelli che invece di GREEN non hanno niente se non il nome che si attribuiscono da soli per sviarci o rassicurarci. La sfida dei prossimi anni è chiara, progetti falsamente green alla ricerca del massimo profitto e dei contributi statali si susseguono e si susseguiranno, NOI dovremo restare vigili e dire NO ogni volta che sarà necessario, oppure sostenere i progetti che lo meriteranno. Il compito è arduo, ma lo dobbiamo fare in difesa della nostra salute e del nostro territorio già pesantemente ferito. L’esito di questa battaglia ci deve incoraggiare a tener duro, la ferita del Biodigestore di Rondissone appena approvato dal Consiglio di Stato ci deve fare riflettere. L’altra battaglia in corso è quella per dimostrare che il sito TO-10 non è tecnicamente idoneo per metterci i RIFIUTI RADIOATTIVI della Nazione, lo abbiamo già detto in ogni modo, non ultimo durante il Seminario Nazionale appena concluso. Lo hanno detto oltre 13.500 cittadini firmando la petizione on-line del nostro Comitato, ad inizio 2022 scopriremo se Sogin avrà recepito le nostre istanze e quelle dei Comuni e degli Enti che come noi hanno detto di NO. Non sappiamo come andrà a finire, l’unica cosa che possiamo dire è che, in ogni caso, noi andremo avanti a DIFENDERE IL TERRITORIO CHIVASSESE-CANAVESANO! Per aspera ad astra.

Il Comitato Spontaneo di difesa del territorio Chivassese-Canavesano “IO MI RIFIUTO”

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