Con il primo posto nel girone di Champions già in tasca Maurizio Sarri vuole una grande prestazione dalla Juventus, attesa a Leverkusen da un Bayer ancora in corsa con l'Atletico Madrid per il secondo posto. Una partita senza motivazioni apparenti per i bianconeri, convinzione che l'allenatore smentisce subito: "Tutte le partite sono importanti, voglio una risposta seria dal punto di vista delle motivazioni". Una risposta dopo il pareggio con il Sassuolo e il ko con la Lazio, che hanno rotto l'egemonia della Juventus in campionato ma non la serenità del gruppo: "Siamo sereni, dobbiamo migliorare e lavorare, ma siamo sereni perché lo stiamo facendo". Pochi minuti prima il tecnico aveva interrotto la conferenza di Pjanic per puntualizzare, in risposta a una domanda fraintesa, che "parlare di una maggiore collaborazione nei miei confronti da parte dei miei giocatori è un attacco alla loro professionalità, che è di livello altissimo". Un equivoco prontamente chiarito - "se la domanda è tecnica, allora la accetto" - ha detto Sarri chiudendo l'incidente' - , utile in ogni caso a sottolineare l'unità d'intenti tra le varie componenti bianconere. Tutti compatti nella stessa direzione, quella della ricerca del palleggio, del bel gioco, in una parola della tanto attesa scintilla per dare il via alla rivoluzione tecnica bianconera: "Dobbiamo trovare il gusto del palleggio e del possesso palla, farlo alla velocità giusta altrimenti diventa stucchevole e sterile, fine a se stesso. Dobbiamo cambiare il modo di pensare e sono cose non automatiche o di breve periodo. Nel primo tempo della partita di Roma mi sono riconosciuto molto nella squadra". Senza de Ligt, rimasto a Torino a riposare, e gli infortunati Khedira, Douglas Costa e Bentancur, servirà tanta fantasia al tecnico bianconero per infilare il 22/o risultato utile consecutivo che gli permetterebbe di avvicinare Eriksson e Ferguson, recordman tra gli allenatori: "Bernardeschi potrebbe giocare mezz'ala, ma senza Ramsey e Douglas ci mancherebbe il trequartista. Abbiamo provato i giocatori anche in ruoli diversi, vediamo come poterci risistemare in campo". Potrebbe essere l'occasione giusta per Rabiot, reduce "da un infortunio e da un periodo di adattamento al nostro calcio", anche se il dubbio principale è sulla tenuta atletica. Al centro del campo ci sarà ancora Pjanic, fosforo in mezzo al campo e serenità fuori: "Abbiamo fatto un bel percorso, a volte si esagera e si butta troppa negatività - la considerazione del regista bosniaco -. Non è vero che abbiamo maggiori motivazioni per la Champions, sarebbe una follia non pensare al campionato. Abbiamo parlato in spogliatoio per il bene del gruppo, ci fidiamo del mister, siamo uniti: dopo cinque anni di Allegri ci sono cambiamenti, è normale che non tutto giri alla perfezione. Non si deve drammatizzare".
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