ALTO CANAVESE. Giambattistino Chiono, sindaco di Busano, è sempre stato caustico nei suoi interventi. Non indugia a tirare fuori questo stile parlando anche della protesta della Coldiretti contro la nuova Front-Lombardore.
L'opera sarà finanziata con 25 milioni di euro provenienti dal Fondo di Coesione e Sviluppo. La notizia aveva trovato tutti contenti: amministratori, consiglieri, sindaci, imprenditori. Si parla da trent'anni della bretella, e quasi gli entusiasmi stavano scemando. Tutti contenti, dunque, eccetto Coldiretti.
L'associazione degli agricoltori aveva dichiarato che la nuova variante sarebbe passata su terreni fertili che sarebbero così stati espropriati. Per proteggere i profitti e il lavoro della terra, dunque, gli imprenditori agricoli sono scesi in piazza venerdì per manifestare contro l'opera.
“Coldiretti non si lamenta dell’aumento del gasolio per i trattori, ma si lamenta del fatto che questa strada passi sui campi fertili…”, inforca Chiono. Secondo il primo cittadino la protesta sarebbe “inutile, perché il 70% della nuova variante passerebbe per strade già esistenti. Una parte di queste passano lungo il Malone, dove i terreni non è che siano poi così fertili… Il restante 30% passa sicuramente anche su terreni fertili, ma senza provocare danni enormi agli agricoltori”.
Neanche le soluzioni alternative proposte da Coldiretti convincevano il sindaco di Busano: “La soluzione alternativa che avevano proposto non era praticabile. Noi siamo disposti a metterci tutti assieme, sindaci, Città Metropolitana, Regione, a discutere del problema per trovare una soluzione che faccia il bene di tutti, ma le alternative eventuali devono essere praticabile…”.
Un punto a favore della nuova variante sarebbe, per il sindaco, l’alleggerimento della viabilità sulle strade già esistenti, trafficate da camion e mezzi pesanti di vario tipo: “Ci sono troppi incidenti” dice.
Il suo giudizio sulla nuova variante è influenzato dalla sua storia personale: “L’idea della bretella è stata mia, poi l’hanno perfezionata, lo rivendico!”.
In sostanza, “in Italia abbiamo la pessima abitudine di lamentarci delle cose ininfluenti, mentre di quelle importanti non ci lamentiamo”. Secondo lui, inoltre, la nuova strada porterebbe giovamento agli stessi agricoltori: “Andrebbe bene anche per loro, per vendere i loro prodotti…”.
La protesta della Coldiretti si basava anche su un’analisi pessimistica dell’industria dello stampaggio a caldo canavesana. Il settore, dicevano gli agricoltori, è in decadenza, e dunque non varrebbe la pena costruire una strada apposta.
Chiono è d’accordo, ma ha qualche riserva: “Sì, il settore è in decadenza, ma la Coldiretti delle capire che se crolla l’industria crollano anche loro… Per di più, è in decadenza non per colpa degli imprenditori, ma perché ci sono stati aumenti dei costi di gestione che hanno reso impossibile la vita all’industria. E vale lo stesso per gli agricoltori! Ma allora vale davvero la pena farsi la guerra?”.
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