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VEROLENGO. Fumi ed effluvi da una tomba

VEROLENGO. Fumi ed effluvi da una tomba
C’erano una volta i 30 gradi all’ombra. E noi, oggi, per questi decantati 30 gradi faremmo carte false, visti i picchi di 36 o 38 raggiunti nelle ultime settimane in Nord Italia. Tra afa insopportabile, incendi, colture secche e disagi diffusi, il caldo sta creando non pochi problemi; ultimo fra tutti (non per importanza), il razionamento dell’acqua, deciso dalla Regione Piemonte, in un’ottantina di comuni in provincia di Torino.  Le conseguenze di queste temperature da Sahara, però, non sono sempre così scontate: il caldo, infatti, è tra gli ipotetici responsabili di quanto accaduto sabato 18 giugno al cimitero di Verolengo.  Un’ordinanza comunale, recentemente emessa, dispone infatti la chiusura di una parte del cimitero cittadino a seguito della fuoriuscita da un loculo di fumi e liquidi di decomposizione provenienti dall’interno di una bara. Il fatto è avvenuto sabato 18 - spiega Luigi Borasio, Sindaco di Verolengo - il loculo si trova nel IV ampliamento del cimitero, al terzo piano. Il liquido è colato verso il basso, con effluvi poco gradevoli: la cosa è stata segnalata e l’area in questione è stata prontamente chiusa”.  Quando questa parte del cimitero verrà riaperta non è ancora dato a sapersi. Non è ben chiaro, infatti, chi debba occuparsi dei lavori. “Le pompe funebri dicono di non essere responsabili e dobbiamo anche sentire chi in loco ha l’appalto” ha aggiunto Borasio, per poi concludere: “l’unica cosa certa è che il Comune ha dato l’appalto a terzi, quindi non è più competenza dell’amministrazione. La nostra responsabilità è l’igiene pubblica, e infatti l’area è stata subito chiusa”.  Quale che sia l’ente su cui ricade la responsabilità degli interventi, comunque, si spera che la situazione venga risolta in fretta, per ridare la meritata dignità al defunto e la possibilità ai familiari di andare a fargli visita. 
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