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22 Novembre 2021 - 10:15
Milani, da sinistra, Blatto e Costanzo
La sezione “Boris Bradac” dell’Anpi di Chivasso riparte da Vinicio Milani, presidente dei partigiani chivassesi da dieci anni a questa parte.
Milani è stato riconfermato alla guida del sodalizio, che conta circa 150 tesserati in tutto il chivassese, dopo il congresso di metà ottobre, che ha votato il rinnovo del Comitato direttivo, e i quattro delegati per il Congresso provinciale.
Il nuovo comitato è così composto: Maria Teresa Blatto, Annalisa De Col, Monica Ferrero, Lucia Gugliotta, Vinicio Milani, Luigi Costanzo, Fabrizio Debernardi, Paolo Vettori, Michele Racco, Emiliano Dutto e Pierangelo Ferrero.
I quattro delegati eletti al congresso provinciale che si terrà a Torino dal 22 al 23 gennaio sono Emiliano Dutto, Maria Teresa Blatto, Vinicio Milani e Marilena Pedrotti dell’Anpi di Caluso.
Il nuovo Comitato direttivo riunitosi nei giorni scorsi ha confermato Vinicio Milani presidente fino a metà mandato il quale per sua esplicita richiesta intende essere sostituito con un altro componente del direttivo. Questo periodo servirà a chi dovrà sostituirlo per acquisire conoscenze e competenze. Vice presidente è stata nominata Maria Teresa Blatto che avrà anche il compito di curare la parte di economato mentre Luigi Costanzo è stato confermato segretario.
Nel programma del rinnovato gruppo dirigente, che rimarrà in carica per cinque anni, tra i prossimi impegni vi è la Commemorazione del partigiano chivassese Mansueto Pillot che si terrà sabato 11 dicembre, dalle ore 16.30 alle 18.30, in sala consiliare, lacollaborazione con l’Amministrazione comunale di Chivasso in occasione dell’anniversario della Carta di Chivasso del 19 dicembre 1943 e il gemellaggio con Ventotene del 19 dicembre 2014.
In occasione della Giornata della Memoria, giovedì 27 gennaio 2021 vi sarà la posa di una pietra d’inciampo per Arrigo Levi, nato e vissuto a Chivasso, arrestato a Como e detenuto nel campo di Fossoli, deportato e morto nel campo di sterminio di Auschwitz. A seguire un incontro in biblioteca con i ragazzi della scuola Demetrio Cosola con il professor Franco Giorgi autore del libro “Giò. Un Giobbe del nostro tempo” che parlerà della Shoah.
“Il congresso - spiegano dal Comitato - ha rappresentato un’occasione fondamentale nella vita associativa dove è stato fatto un bilancio delle attività svolte con lo sguardo a nuove progettualità.
Tra i temi toccati dagli intervenuti, è emersa la necessità storica di mantenere la memoria non come ricordo del passato ma esercizio quotidiano del presente, unitamente alla diffusione dei valori dell’antifascismo che oggi è: antirazzismo, antimafia e anticorruzione, rilanciando i valori della Costituzione nel presente”.
A conclusione, il Comitato si è impegnato a riunirsi regolarmente almeno una volta al mese, in una nuova sede in via di definizione con lo scopo di avere un riferimento preciso per gli iscritti e simpatizzanti.
Vinicio Milani è nell’Anpi chivassese da 25 anni. Gli abbiamo rivolto tre domande.
Che ne pensi delle manifestazioni contro la “dittatura” dei green pass?
Proteste strumentali. Stiamo vedendo in questi giorni chi c’è dietro: sono quelli che parlano di libertà quando loro si rifanno a valori che nulla hanno a che vedere con le libertà. Sono i gruppi parafascisti e paranazisti. Dieci anni fa ci sarebbe stata una sollevazione popolare, oggi c’è un appiattimento di fronte a certi tipi di manifestazione che nulla hanno a che fare con la democrazia.
Com’è cambiata l’attività dell’Anpi oggi?
C’è un modo nuovo di approcciarsi alla memoria: non si deve solo ricordare, ma si deve attualizzare. Non si deve solo fare retorica. Dietro quelle lapidi che omaggiamo ci sono delle persone, ci sono dei valori per cui quelle persone hanno combattuto.
E’ su questi valori che noi puntiamo per trasmetterli alle nuove generazioni.
Che differenza c’è tra quella di ieri e quella di oggi?
La differenza principale tra l’Anpi di una decina di anni fa e quella di oggi è che prima a gestirla erano soprattutto i partigiani. Oggi non è più così: l’impegno nostro non è solo commemorare, ma fare quella che chiamiamo una memoria attiva. Ossia difesa dei valori e della nostra Costituzione.
A Chivasso si vota nel 2022. Qual è il vostro candidato sindaco ideale?
Il sindaco di Chivasso deve essere uno che crede nell’antifascismo. Deve essere un antirazzista, deve impegnarsi per la legalità.
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