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IVREA. Per “ordine” di Stefano Sertoli la biblioteca riapre al pubblico

IVREA. Per “ordine” di Stefano Sertoli la biblioteca riapre al pubblico

Stefano Sertoli

Delle due l’una. O si erano dimenticati, impegnati com’erano a far girare la ruota panoramica e a chiudere il Valcalcino, o semplicemente le due interpellanze delle Opposizioni (“piene di critiche” e imprecazioni) sono arrivate proprio quando avevano deciso di occuparsene. In ogni caso è datata 21 ottobre un’ordinanza del sindaco che riapre “al pubblico” la biblioteca   “Costantino Nigra” per 4 giorni alla settimana, a partire dal 23 ottobre, con esclusione del lunedì, del venerdì e della domenica. 
Avete capito bene: con un’ordinanza. E davvero non s’era mai visto, prima d’ora, aprire un ufficio pubblico con “ordinanza” sindacale. Sa di “Ancien Régime”, di editto del “Re”, di stato di polizia o, se proprio vogliamo essere cattivi, di ultimatum per far lavorare chi non ne ha voglia. Diciamo che in questi mesi il segretario generale Barbara Capo ci ha già stupito con mille “acrobazie”? Diciamocelo. Al Valcalcino un’ordinanza di sgombero disposta dagli uffici quando ovunque l’avrebbe firmata il sindaco e, sulla biblioteca, un’ordinanza del sindaco al posto di una comunicazione interna. Manca solo più il messo che srotola la pergamena in piazza e urla: “Udite o udite sudditi, per disposizione del Re Sertoli, riapre la bibliteca Costantino Nigra...”. In ogni caso “meno male”, considerando che la città si candida a capitale del libro e tutt’intorno di biblioteche chiuse o con il prestito “sulla soglia”, dal 14 giugno scorso, da quando cioè il Piemonte è passato in zona bianca, non ne era rimasta una che fosse una. Tenerla chiusa ha sicuramente comportato un danno enorme. Adirlo sono i numeri. Prima della pandemia i prestiti erano più di 75 mila all’anno, grazie anche e soprattutto ad un patrimonio composto da 190.000 documenti tra libri, video, Dvd, audiolibri, quotidiani, settimanali e periodici di vari argomenti e per tutte le età, di cui 90.000 collocati a scaffale aperto. Al suo interno collezioni importanti, in primis il fondo della biblioteca “Olivetti” acquisito nel 1972 e composto da oltre 25.000 volumi. La Biblioteca peraltro, dal 1978 svolge un importante ruolo sovra-comunale come centro di rete del Sistema Bibliotecario del Canavese, che coinvolge 75 biblioteche pubbliche di diverse dimensioni su una popolazione complessiva di oltre 200.000 abitanti e un catalogo di oltre 700.000 titoli consultabili attraverso un catalogo online. “Le biblioteche - scrivevano alcuni giorni fa Andrea Benedino e Gabriella Colosso del Pd - hanno riaperto già ad agosto edopo l’ultimo decreto in materia di green pass, anche chi era restio ha riaperto al 100% della capienza con il solo obbligo di avere e mostrare il Green Pass. Ci chiediamo se l’Amministrazione Comunale abbia o meno in programma, oltre alla riapertura con libero accesso anche il ripristino delle postazioni studio....” Ma anche “Se l’Amministrazione Comunale sia a conoscenza di quante persone si sono allontanate dalla Biblioteca di Ivrea per rivolgersi ad altre strutture, della prima cintura di Ivrea...”. Colosso e Benedino, infine, chiedevano un ampliamento dell’orario di apertura, con un giorno in più rispetto ai 3 giorni e mezzo di prima. “Cosa fattibile - concludevano - per una Città che crede nel libro e nella lettura essendosi candidata a Capitale Italiana del Libro...”. E anche su questo una risposta c’è stata, considerando che con la recente ordinanza le giornate saranno quattro. Di tutt’altro tenore Francesco Comotto. Tra le altre cose ricorda che ancora manca ilCertificato di Prevenzione Incendie che da molto tempo si discute, senza che si sia giunti ad un risultato, su come utilizzare gli ingenti fondi donati alla Città dalla benemerita Lucia Guelpa per la sistemazione della biblioteca stessa. “Nonostante l’impegno profuso dal dimissionario Presidente Roberto Battegazzore - stigmatizza Comotto -si sono perse le tracce di un possibile percorso di progettazione di una nuova struttura...” Insomma, a che punto siamo con i lavori di messa in sicurezza della Biblioteca? E soprattutto: “Qualcuno sa a quale punto del percorso di progettazione partecipata per la realizzazione della nuova Biblioteca siamo giunti o se siamo ancora fermi al palo?”. Liborio La Mattina
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