“Le ferrovie dello Stato realizzeranno, entro il 1980, con una spesa valutabile intorno ai 25 miliardi di lire, l’elettrificazione della linea Chivasso – Aosta e il raddoppio dei binari nel tratto Chivasso – Ivrea. Prima di quella data, è possibile che la Canavesana, con la realizzazione di una bretella di inserimento sulla ferrovia Torino-Ceres, sia collegata nella stazione di Largo Emilia a Torino con la linea nr 1 della Metropolitana…”.
Così scriveva La Sentinella del Canavese nel lontano 25 maggio del 1973 raccogliendo alcune dichiarazioni dell’allora assessore regionale ai trasporti Aldo Gandolfi. Perché Aldo Gandolfi, conosciuto da tutta Ivrea per il suo Forum Democratico, con ospiti illustri in tutti i campi, è stato davvero tante cose. E diciamo che "è stato" perché non c'è più. Se ne è andato. In silenzio, dopo una vita parecchio rumorosa e non certo in seconda fila.
Sentinella del Canavese
Nato ad Alessandria il 21 maggio 1936. Laureato in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino e dipendente della Olivetti dal 1960 al 1991 è stato anche membro della Direzione Nazionale del Partito Repubblicano dal 1967 al 1992 e assessore Regionale dal 1970 al 1975. Ma anche consigliere Regionale, deputato e presidente del CSI-Piemonte negli anni 1987-’88-’89. Infine dal 1994 al giugno 2002 membro della Segreteria e poi Presidente del Movimento d’Azione “Giustizia e Libertà”.
Insomma una persona "appassionata", come solo si può dire di una persona con un curriculum così.
Aldo Gandolfi
Di lui scrivevamo nel 2016 in aperta polemica con quell’Aldo Gandolfi intervistato 50 anni fa dalla Sentinella sulla ferrovia e che negli ultimi anni era diventato tra i principali sostenitori della grande città dell’eporediese da costruire con una bella “fusione a freddo” dei 66 comuni dell’Anfiteatro. Tra le altre cose avevamo pure tirato in ballo uno dei suoi incontri del Forum costellato di spunti e riflessioni da suggerire ad un fantomatico tavolo tecnico per il "Piano strategico della Città Metropolitana", subentrata alla Provincia di Torino nella gestione di un territorio che aveva ed ha gli stessi confini della ex Provincia di Torino, ma non le stesse risorse finanziarie a disposizione. Un appunto nient’affatto campato per aria come si poteva capire a vista d’occhio semplicemente guardando lo stato di degrado dell’intera rete stradale, costellata di buche che in alcuni casi erano diventate (e ancora sono) delle vere e proprie voragini.
Un po' stufi - per dircela francamente - di un inutile dibattito sul futuro del Canavese e dell'eporediese che durava da 50 anni con l'elencazione delle tante opere urgenti a cominciare dal raddoppio della ferrovia Chivasso-Aosta. Sembrava quasi una presa per i fondelli...
"Perchè - scrivevamo - un conto è lasciare ai posteri delle cose fatte, altra cosa è lasciare ai nostri figli e ai figli dei nostri figli la “fuffa” delle parole e delle vane speranze...."
Epperò concludevamo: "Poi, in verità, ci dicono che Gandolfi sia una mente illuminata, una persona di indubbio spessore e di valore, un bel personaggio insomma. E noi di questo (ci mancherebbe ancora) prendiamo atto...."
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