CHIVASSO. Segre cittadina di Chivasso "Un simbolo della nostra città"
Un nuovo passo verso l’intolleranza è stato compiuto anche Chivasso, da lunedì 30 novembre infatti il paese alle porte del Canavese, ha una cittadina in più. Con l’ultimo Consiglio Comunale è stata conferita la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, un esempio di tenacia e testimone oculare di una triste pagina di storia, quella dell’Olocausto che ha stravolto e sconvolto le vite di tante persone.
Un gesto simbolico, ma che segna il cammino che l’attuale amministrazione comunale ha iniziato più di un anno fa. Un cammino verso la diffusione della cultura della tolleranza e del rispetto reciproco e che finalmente è stato concretizzato.
Una decisione importante, che su diciassette consiglieri di maggioranza e minoranza presenti in videoconferenza, non ha visto però un Consiglio Comunale compatto e coeso, visti i voti contrari da parte dei consiglieri di minoranza Matteo Doria e Federico Savino di Amo Chivasso e le sue frazioni e di Domenico Ciconte di Forza Italia
L’ex candidato a sindaco Matteo Doria ha così commentato la sua scelta: “La condanna a quelle che sono gli abomini commessi da esseri umani, se così si possono definire, verso altri esseri umani sono sicuramente da condannare e da ricordare. Questo proprio per evitare che qualcuno possa pensare che sia un qualcosa di lontano e che oggi non possa essere di nuovo ripetuto e interpretato. La memoria è molto importante. Il tema della deportazione – continua il consigliere Doria - è un tema a me vicino, perché mio nonno paterno fu catturato dai tedeschi e passo degli anni bui in un campo di prigionia. Quindi sono e siamo molto favorevoli a quella che è la divulgazione nelle scuole per sensibilizzare e a quelle che sono le azioni di prevenzione per condannare questi abomini. Pensiamo sia più utile un’onorificenza a tutte le persone che hanno subito delle violenze del genere e non conferirla ad una persona singola. – ed aggiunge ancora Doria, concludendo – Questo non perché non sia meritevole, ma perché non c’è una violenza più violenza di altre, non c’è una vittima più vittima di altre. Non è questa la filosofia che sposiamo, le vittime sono tutte uguali e riteniamo che vada conferita a tutti”.
La dichiarazione di voto di Doria ha lasciato un po’ perplessi gli altri consiglieri comunali, come Marco Marocco che ha detto:” Sarebbe opportuno che in questo Consiglio Comunale non ci fossero dei distinguo, soprattutto quando si parla di storia, di valori che abbiamo il dovere di trasmettere e quando si tratta di dare una forza a quello che è stato il nostro recente passato”. Ed anche il consigliere Domenico Scarano ha aggiunto:” sarebbe più significativo che il Consiglio votasse all’unanimità. La senatrice Segre è ormai diventata un simbolo per tutti quelli che hanno patito il vissuto della seconda guerra mondiale e dell’internamento e quindi sottolineare la possibilità di conferire a tutti un riconoscimento, non ha senso. – ed aggiunge infine, concludendo – Bisogna cogliere questa opportunità invece per ricordare quelli che hanno subito violenze di questo tipo, proprio attraverso la Senatrice Segre che è diventata un simbolo per Chivasso e per tutti quelli deportati che non sono tornati a casa”.
Ma a poco o quasi niente sono serviti gli “appelli” dei consiglieri, a cui Doria, fermo nella sua posizione ha ancora risposto: “Una delle grandi conquiste che si sono ottenute, dopo aver estirpato i regimi totalitari che hanno generato questi abomini di cui si è parlato, è stata la libertà di pensiero e di espressione. Si può dissentire e non condividere la stessa linea, ma non si può definire il pensiero che abbiamo argomentato come Gruppo privo e scarno di valori. È un ragionamento – conclude Doria- che facemmo già un anno fa, quindi non c’è motivo di essere sorpresi su quella che sarebbe stata la nostra idea”.
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