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13 Ottobre 2019 - 23:34
Il tracciato del sottopasso a Castelross
A Castelrosso c’è già chi ci ha cucito su un bello sfottò da bar. “Al sun propri ‘d Civass”. Ci sarebbe poco da ridere, o da scherzare, pensando al progetto che presto vedrà la luce in via Casale, sulla strada che porta da Crescentino a Chivasso.
Non appena l’ottorotonda di Castello, come già la chiamano dalle parti di piazza Assunta sarà realtà, e per andare dalla frazione al centro città si dovrà passare non per una, ma per due rotonde, messe praticamente l’una attaccata all’altra, la voglia di ridere passerà subito. Siamo pronti a scommetterci su.
Già le vediamo le code e i rallentamenti nelle ore di punta. Già l’immaginiamo l’esasperazione e i clascon pigiati sui volanti.
La ratio che sta alla base di un’opera pubblica che già suscita ironie varie, anche in Consiglio comunale, con il gruppo di “Amo Chivasso e le sue frazioni” battagliero con interrogazioni e rimostranze varie, francamente non la vediamo.
Ma mettiamo un po’ d’ordine.
A Castelrosso RFI deve sopprimere due passaggi a livello: quello di via San Giovanni e quello di via San Rocco.
Il primo è già stato chiuso, il secondo lo sarà.
I passaggi a livello avrebbero dovuto essere soppressi non prima, però, della realizzazione della viabilità alternativa che, ad oggi, ancora non c’è.
Per ora, l’unica cosa ben visibile sono le le delimitazioni dei due cantieri per la nuova viabilità: il primo riguarda la strada che, da via San Giovanni, costeggia la ferrovia e si riallaccia a via Druetti, sotto il cavalcavia, mentre il secondo è lo scavo che costeggia via Cottolengo, dove dovrebbe essere realizzato il sottopasso che eviterà che la frazione venga divisa in due.
Ecco, la strada appunto.
Il progetto iniziale, infatti, e risaliamo a qualche anno fa, prevedeva la realizzazione della cosiddetta “strada nuova di Castelrosso”, che avrebbe dovuto raggiungere, da via San Giovanni, costeggiando la ferrovia, la frazione di Torassi ed immettersi sulla grande rotonda esistente all’intersezione tra le strade provinciali 31bis per Crescentino e 11 per Rondissone.
Bene, pardon male, nel 2017, quando Castello era assessore ai Lavori Pubblici nella Giunta di Libero Ciuffreda, quella strada è stata “deviata”: anziché immettersi sulla rotonda esistente, si collega con via Druetti e finisce, dritta per dritta, su via Casale. Venti metri prima della rotatoria che c’è già.
Praticamente, due rotonde una attaccata all’altra che, viste dall’alto con un drone, daranno l’effetto di un otto.
“Al sun propri ‘d Civass”, dicono a Castelrosso, ironizzando tra campanile e sana rivalità, sul come si sia potuti arrivare a concepire una viabilità del genere.
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