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Addio a Riccardo Faletti, la radiologia piemontese perde uno dei suoi volti più autorevoli

Docente universitario e direttore a Candiolo, lascia due figli. Il cordoglio dell’Università e della comunità medica

Addio a Riccardo Faletti, la radiologia piemontese perde uno dei suoi volti più autorevoli

Addio a Riccardo Faletti, la radiologia piemontese perde uno dei suoi volti più autorevoli

La notizia è arrivata nella notte, lasciando sgomento un intero mondo professionale. Il professor Riccardo Faletti è morto tra il 27 e il 28 aprile, a soli 46 anni. Una scomparsa improvvisa che ha colpito profondamente la sanità piemontese e l’ambiente universitario torinese, dove era riconosciuto come uno dei profili più autorevoli e promettenti della radiologia contemporanea.

Medico specialista in Radiodiagnostica, Riccardo Faletti aveva costruito una carriera solida e in costante crescita. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Torino nel 2004, si era specializzato nello stesso ateneo nel 2008, avviando poi il proprio percorso professionale all’interno dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, dove aveva sviluppato competenze avanzate nella diagnostica cardiovascolare, epatica e oncologica.

Dal 2013 aveva intrapreso anche la carriera accademica come ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino, fino a diventare Professore Associato di Radiologia nel 2021. Un ruolo che lo aveva visto impegnato non solo nella didattica, ma anche nella formazione specialistica e nella ricerca, ambiti nei quali aveva contribuito con numerosi progetti nazionali e internazionali, con particolare attenzione alla cardio-TC, alla cardio-RM, alla radiomica e all’imaging multiparametrico.

Da pochi mesi, nel 2025, era stato nominato direttore dell’Unità di Radiodiagnostica a Direzione Universitaria dell’Irccs di Candiolo, incarico che rappresentava un ulteriore riconoscimento del suo valore scientifico e professionale. Un ruolo che stava affrontando con dedizione, coordinando attività clinica e ricerca in uno dei centri oncologici di riferimento a livello nazionale.

La sua figura era apprezzata anche oltre i confini regionali. Riccardo Faletti era membro attivo di importanti società scientifiche, tra cui la Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM), la European Society of Radiology (ESR) e la European Society of Cardiac Radiology (ESCR), ed era autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali.

A diffondere per prima la notizia è stata la direttrice della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, Paola Cassoni, con un messaggio che ha espresso il dolore dell’intera comunità accademica, sottolineando non solo il valore professionale del docente, ma anche le sue qualità umane. Di lui colleghi e studenti ricordano la disponibilità, la gentilezza e la capacità di trasmettere passione per la disciplina.

Parole di commozione sono arrivate anche da Paolo Fonio, direttore del dipartimento universitario, che ha evidenziato entusiasmo, propositività e umanità come tratti distintivi del suo lavoro e del suo modo di essere medico e docente.

La scomparsa di Riccardo Faletti lascia un vuoto che va oltre il profilo professionale. In una fase complessa per la sanità e per la formazione medica, rappresentava un esempio concreto di equilibrio tra rigore scientifico e attenzione alle persone. Un punto di riferimento per colleghi e, soprattutto, per i giovani medici in formazione.

In queste ore il mondo sanitario piemontese si stringe attorno alla famiglia, con un pensiero particolare rivolto ai suoi due figli. Resta il ricordo di un professionista brillante e di una persona capace, in un tempo troppo breve, di lasciare un segno profondo.

L'istituto di Candiolo

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