Il tennis raccontato attraverso la fotografia entra negli spazi dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. È stata inaugurata nella Piazza Coperta la mostra “Flying Racquets – Oltre la rete” di Ray Giubilo, un percorso visivo che attraversa oltre quarant’anni di grande tennis internazionale.
L’esposizione, curata e presentata da Federico Ferri, direttore di Sky Sport, rappresenta la seconda iniziativa ospitata nel nuovo spazio permanente dell’Istituto, pensato per offrire momenti culturali e di condivisione a pazienti, familiari e visitatori.
In mostra 35 fotografie selezionate, scattate nei più importanti tornei del circuito mondiale. Non solo azione e gesto atletico, ma anche dettagli, tensione, luci e colori: immagini che restituiscono l’essenza del tennis oltre il risultato sportivo, entrando nella dimensione emotiva del gioco.
Ray Giubilo, nato ad Adelaide e cresciuto a Trieste, è una firma riconosciuta della fotografia sportiva contemporanea. Attivo dagli anni Ottanta, ha documentato per decenni tornei del Grande Slam, ATP e WTA Tour, contribuendo a costruire l’immaginario visivo del tennis moderno. Tra i suoi scatti più noti, quello realizzato agli US Open 2025, con il volto di Jasmine Paolini incorniciato dalle corde della racchetta, diventato virale e premiato dalla International Tennis Federation come miglior fotografia dell’anno.

La mostra nasce da una selezione delle immagini contenute nell’omonimo volume pubblicato nel 2025 da Allemandi, che raccoglie 130 scatti dedicati ai grandi protagonisti del tennis contemporaneo — da Federer, Nadal e Djokovic fino a Serena Williams e Jannik Sinner. Il libro è disponibile a fronte di una donazione e sostiene le attività della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.
Non è casuale il contesto in cui l’esposizione prende forma. La mostra accompagna infatti la campagna 5x1000 della Fondazione, proprio nell’anno in cui si celebrano i quarant’anni di attività: una storia che si intreccia con quella dell’Istituto di Candiolo, punto di riferimento nazionale per la cura e la ricerca oncologica.
«In ogni scatto di Giubilo ritroviamo la stessa determinazione che anima i nostri medici, ricercatori e pazienti», sottolinea la presidente della Fondazione Allegra Agnelli, richiamando il legame tra sport e ricerca. «Proprio come in una finale di Grande Slam, ogni traguardo nasce da un gioco di squadra: oltre la rete, la vittoria più bella è quella che regala nuove possibilità di cura».
La mostra è realizzata in collaborazione con Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e con il supporto di diversi partner, confermando una formula che unisce cultura, solidarietà e impegno scientifico.
Un’iniziativa che porta dentro un luogo di cura un linguaggio universale come quello dello sport, trasformando le immagini in uno spazio di respiro, riflessione e — soprattutto — speranza.