A Candiolo l’assistenza sanitaria di base diventa un’emergenza. Dopo il pensionamento di un medico di famiglia, avvenuto il 1° aprile, oltre mille cittadini si trovano senza un punto di riferimento stabile, in un contesto che evidenzia tutte le criticità della medicina territoriale.
A sollevare il caso è la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale chiedendo interventi immediati. “La carenza di Medici di Medicina Generale nel Comune di Candiolo ha raggiunto un livello non più accettabile – afferma – e rischia di compromettere concretamente il diritto alla salute dei cittadini, soprattutto dei più fragili”.
Il problema non riguarda solo l’assenza di un medico, ma le conseguenze dirette sulla vita quotidiana delle persone. I professionisti già presenti hanno raggiunto il numero massimo di assistiti, mentre le alternative disponibili si trovano in altri Comuni. Una situazione che costringe molti cittadini, in particolare anziani e pazienti cronici, a spostamenti complessi anche per visite di routine.
“A oggi non è stata individuata una soluzione strutturale – sottolinea Pompeo – e questo significa che centinaia di persone sono costrette a cercare assistenza altrove, con disagi evidenti e spesso insostenibili”.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio, che riguarda l’intero Piemonte e, più in generale, il sistema sanitario nazionale. La carenza di medici di base è una criticità ormai diffusa, legata a pensionamenti non compensati da nuove assunzioni e a difficoltà nel rendere attrattivi alcuni territori.
“Non è più sufficiente registrare le carenze, ma occorre intervenire con strumenti concreti e tempestivi”, insiste la consigliera, che nell’interrogazione ha chiesto alla Regione quali misure intenda adottare. Tra i punti sollevati, l’attivazione di procedure d’urgenza per garantire un presidio ambulatoriale a Candiolo e l’adozione di strategie straordinarie per incentivare l’arrivo di nuovi medici.

Un nodo centrale riguarda proprio l’efficacia dei bandi. “Un bando andato deserto non può diventare una giustificazione – afferma Pompeo – ma deve rappresentare il punto di partenza per ripensare le modalità di intervento”.
Il rischio, altrimenti, è quello di lasciare scoperti territori che, pur non essendo periferici, si trovano improvvisamente privi di servizi essenziali. In questo senso, la questione di Candiolo diventa emblematica di una difficoltà strutturale, che richiede una risposta coordinata e non episodica.
“Garantire la presenza di un medico di base significa garantire prossimità, continuità e dignità della cura – conclude la consigliera –. Continuerò a monitorare con attenzione il territorio affinché arrivino risposte concrete”.
Nel frattempo, per i cittadini resta una quotidianità fatta di incertezze e spostamenti, in attesa di una soluzione che, al momento, tarda ad arrivare. Un vuoto che pesa soprattutto su chi ha più bisogno di assistenza e che riporta al centro del dibattito il tema della sanità di prossimità, sempre più fragile e sempre più decisiva.