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Gassino Torinese
28 Aprile 2026 - 17:21
Un anno senza canestri: a Gassino torna a vivere il campo di via Calvino
Per mesi si poteva stare lì, ma non si poteva giocare. Al campetto da basket di via Italo Calvino, a Gassino Torinese, il problema era evidente: i tabelloni danneggiati avevano compromesso l’utilizzo dell’impianto. I canestri erano inutilizzabili, e con loro veniva meno la funzione principale del campo.
Una situazione che, tra segnalazioni e discussioni, si trascinava da circa un anno.
Nei giorni scorsi è arrivato l’intervento: i tabelloni sono stati completamente sostituiti. Dal punto di vista tecnico si tratta di una manutenzione ordinaria, ma con un effetto immediato: il campo torna a essere utilizzabile.
Il dato, però, va letto nel contesto.
Quello di via Calvino è, nei fatti, l’unico campetto pubblico per il basket a Gassino. Non esistono alternative analoghe all’aperto, e questo lo rende un punto di riferimento per una fascia ampia di utenti, soprattutto giovani.
«È l’unico campetto da basket che c’è – spiega Alessandro Antonello, direttore dell’Atp –. Tutti i ragazzi che vogliono giocare fuori da una società o dagli allenamenti vanno lì».
Non solo sport organizzato. Il campo funziona come playground, uno spazio libero dove si va senza orari, senza iscrizioni, senza strutture.
«È il classico posto dove ci si dà appuntamento – aggiunge Antonello –. C’è chi gioca, chi si ferma a parlare, chi arriva con gli amici. È un punto di aggregazione».
Ed è proprio questo che, negli ultimi mesi, si era interrotto a metà.
Con i tabelloni rotti, il campo restava frequentato, ma senza la possibilità di giocare realmente. «Se i canestri sono rotti non puoi giocare. Il campo c’è, ma perde la sua funzione».
Il tema non è rimasto confinato all’uso quotidiano.
Nel corso del 2025, il campetto di via Calvino è entrato anche nel dibattito pubblico e politico locale, diventando uno dei casi simbolo legati alla gestione degli impianti sportivi e degli spazi pubblici. Le segnalazioni sulla mancata manutenzione si sono accumulate, mentre i tempi di intervento si allungavano.
Un elemento che ha pesato è l’assenza di alternative.
Durante alcune riunioni tra amministrazione e associazioni sportive era stata ipotizzata la realizzazione di un secondo spazio per il basket, ma il progetto non ha avuto seguito. Questo ha reso ancora più evidente il ruolo centrale del campetto esistente.
«Noi continuiamo a lavorare perché venga realizzato un altro spazio – spiega Antonello –. Era emersa anche questa possibilità, ma al momento non si è concretizzata. Per questo era fondamentale sistemare quello esistente».
Il campo, infatti, non è utilizzato solo da ragazzi più giovani.
«Anche chi ha smesso di giocare in squadra continua a venire qui. È l’unico posto dove si può giocare liberamente, senza palestra».
Il dato più evidente resta quello dei tempi.
Per riportare il campo alla piena funzionalità è stato necessario circa un anno, a fronte di un intervento limitato alla sostituzione dei tabelloni. Un tempo che ha alimentato le criticità e che resta uno degli elementi più discussi.
Oggi però il quadro è cambiato.
I canestri sono nuovi, il campo è utilizzabile, la funzione sportiva è ripristinata. Resta la funzione sociale, che in questi mesi non si era mai interrotta del tutto, ma che ora torna a essere affiancata dal gioco.
Non cambia lo spazio. Cambia la possibilità di usarlo. Ed è questo, in concreto, il risultato dell’intervento.

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