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28 Aprile 2026 - 09:46
Castelli Aperti torna in Piemonte: weekend tra storia, dimore e paesaggi da scoprire!
Un patrimonio diffuso, spesso poco visibile, che per due giorni torna accessibile al pubblico. Venerdì 1° maggio e domenica 3 maggio il Piemonte rilancia il progetto Castelli Aperti, una rete di dimore storiche che apre le porte a visitatori e appassionati con un calendario fitto di iniziative. Un’occasione per attraversare secoli di storia, tra architetture nobiliari, parchi secolari e testimonianze che raccontano l’identità del territorio.
L’iniziativa si inserisce in un filone consolidato di valorizzazione culturale, ma assume oggi un significato più ampio. Non si tratta soltanto di visite guidate, ma di una strategia che punta a trasformare il patrimonio storico in un elemento attivo dello sviluppo turistico. Castelli, ville e residenze, spesso chiusi o accessibili solo su prenotazione, diventano per due giornate luoghi aperti, attraversabili, vissuti.
Nella provincia di Torino il programma è particolarmente articolato. Ad Agliè, la Villa Il Meleto, legata alla figura di Guido Gozzano, apre con orario esteso per entrambe le giornate, offrendo un percorso che intreccia letteratura e paesaggio. A pochi chilometri, il Castello di Masino a Caravino, uno dei complessi più noti del circuito, conferma il proprio ruolo centrale: parco monumentale e residenza storica diventano un punto di riferimento per il turismo culturale, con un flusso costante di visitatori.
Non mancano realtà meno conosciute ma di grande interesse. Il Castello delle Quattro Torri di Arignano propone visite guidate su prenotazione, mentre a Chieri, nella frazione Pessione, il Castello di Castelguelfo apre con due turni di visita, offrendo uno sguardo su una dimensione più raccolta e meno frequentata. A Piossasco, invece, Casa Lajolo introduce una modalità diversa, basata su contenuti digitali e percorsi autonomi: un segnale di come anche il settore della valorizzazione storica stia integrando strumenti innovativi.

Nel Pinerolese, il Castello di Miradolo a San Secondo conferma un’offerta che unisce arte, natura e programmazione culturale, mentre il Castello di Pralormo mantiene una proposta più tradizionale, centrata sulle visite guidate degli interni.
La forza del progetto sta nella sua capillarità. Non un singolo evento, ma una rete che coinvolge territori diversi, creando un itinerario diffuso che attraversa l’intero Piemonte. Ogni struttura racconta una storia specifica, ma tutte contribuiscono a costruire un’immagine complessiva di un patrimonio articolato e ancora in parte da scoprire.
Negli ultimi anni, il turismo legato ai beni culturali ha registrato un’evoluzione significativa. Accanto alle grandi mete, cresce l’interesse per luoghi meno noti, capaci di offrire esperienze più intime e legate al territorio. In questo contesto, iniziative come Castelli Aperti rispondono a una domanda sempre più orientata verso la qualità dell’esperienza, piuttosto che verso la semplice visita.
Resta però una sfida aperta: quella della sostenibilità e della continuità. Molte di queste dimore sono gestite da fondazioni o privati e richiedono risorse per la manutenzione e la valorizzazione. Eventi come questo rappresentano un’opportunità, ma anche un banco di prova per capire quanto il pubblico sia disposto a investire in cultura.
Il calendario del 1° e 3 maggio si presenta quindi come un passaggio significativo, non solo per l’affluenza prevista, ma per il modello che propone. Un sistema che punta a mettere in rete le eccellenze, a renderle accessibili e a inserirle in un circuito capace di generare valore economico e culturale.
Per il visitatore, l’esperienza è quella di un viaggio nel tempo, tra sale affrescate, giardini storici e scorci che conservano tracce di epoche diverse. Per il territorio, è un’occasione per riaffermare il proprio patrimonio e trasformarlo in una leva concreta di sviluppo.
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