Dimenticare il concerto serale, le luci artificiali, l’attesa fino a mezzanotte. Cosmo cambia ancora le regole e questa volta lo fa partendo dall’orario: si suonerà all’alba.
Il cantautore eporediese, al secolo Marco Jacopo Bianchi, ha annunciato a Radio Deejay il suo “Matinée Tour 2026”, una serie di live pensati per le prime ore del giorno. Non un vezzo, ma una scelta precisa: trasformare il concerto in un’esperienza diversa, quasi un rituale collettivo che accompagna il pubblico dal risveglio all’inizio della giornata.
Un’idea che arriva insieme al nuovo album, “La Fonte”, uscito il 17 aprile, undici tracce che segnano un’ulteriore evoluzione nel percorso dell’artista di Ivrea. Un disco meno legato all’urgenza del clubbing e più concentrato sulla ricerca sonora, sulla scrittura, su una dimensione quasi “liquida”, che si presta proprio a un ascolto più dilatato. Anche per questo, forse, l’idea del mattino non è così strana come sembra.
Durante l’intervista a Summer Camp su Radio Deejay, Cosmo ha raccontato il senso di questa scelta senza troppi giri di parole: sperimentare, cambiare, non restare fermo. D’altronde non è la prima volta che lo fa. Dal periodo in cui insegnava italiano e storia fino all’esplosione de “L’ultima festa”, che lo ha portato a lasciare la scuola per dedicarsi completamente alla musica, il filo conduttore è sempre stato uno: non ripetersi.
Il tour partirà il 24 maggio al MI AMI Festival di Milano e toccherà diverse città italiane, da Firenze a Cesenatico, fino al Forte di Bard e al Sud. In ogni tappa, l’idea sarà la stessa: ballare quando il giorno comincia, con una scaletta che mescola i nuovi brani a quelli più conosciuti, rielaborati per questa dimensione.
Ma nel racconto di Cosmo, tra palco e disco, c’è anche altro. Sempre a Radio Deejay, l’artista eporediese ha aperto una parentesi più privata, parlando della famiglia e del rapporto con i figli. Uno di loro, ancora bambino, si è avvicinato alla musica quasi per gioco, prendendo una tastiera e provando a suonare. È un passaggio che Cosmo racconta con naturalezza, ma che dice molto del suo modo di vedere le cose: la musica prima di tutto come esperienza, non come performance.
Non serve essere i migliori, non servono numeri da classifica. Conta “intripparsi”, lasciarsi prendere, usare la musica come spazio personale, anche terapeutico. È una visione che torna anche dentro “La Fonte”, dove i brani si muovono tra ricerca e semplicità, tra strutture più immediate e un lavoro attento sui suoni.
In questo senso, il “Matinée Tour” sembra la naturale estensione del disco: meno spettacolo e più esperienza, meno distanza e più condivisione. Un modo diverso di stare insieme, senza la pressione del “grande evento”, ma con l’idea di vivere la musica in un tempo insolito.
All’alba, appunto. Quando tutto ricomincia.