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27 Aprile 2026 - 15:54
Olsa, allarme dopo la cessione a Mutares: “Rischio déjà vu come Primotecs”
Un passaggio di proprietà che accende i timori e riapre ferite ancora aperte nel tessuto industriale piemontese. La cessione dei siti Olsa di Rivoli e Moncalieri dal gruppo Magna International al fondo Mutares preoccupa la politica e i lavoratori, con il rischio che si ripeta quanto già accaduto alla Primotecs di Avigliana.
A lanciare l’allarme sono la presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero e la consigliera regionale Laura Pompeo, che parlano di un quadro “che desta forte allarme” dopo l’incontro avvenuto all’Unione Industriale di Torino.
«Esprimiamo forte preoccupazione per la cessione dei siti Olsa di Rivoli e Moncalieri dal gruppo Magna International al fondo Mutares, confermata oggi presso l’Unione Industriale di Torino. Durante l’incontro, è emerso che Mutares presenterà un piano industriale solo dopo la conclusione formale della vendita. Nel frattempo, sono in corso colloqui conoscitivi tra il fondo e i vari enti aziendali, ma senza elementi concreti sulle strategie future. Si tratta di un quadro che desta forte allarme», dichiarano.
Il timore principale è che si ripeta uno schema già visto. «Non possiamo ignorare quanto accaduto con la Primotecs ad Avigliana per la quale le promesse di rilancio non si sono tradotte in risultati e si è registrato un peggioramento delle condizioni di lavoro e salariali», aggiungono.

Al centro della preoccupazione ci sono i lavoratori. Sono 299 quelli coinvolti nei siti Olsa, già segnati negli ultimi anni da esuberi, riduzioni dell’attività e un utilizzo prolungato degli ammortizzatori sociali. «È fondamentale evitare che lo stesso schema si ripeta. Su Olsa servono garanzie immediate. Nessuno dei lavoratori coinvolti deve restare a casa», sottolineano le esponenti dem.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, quello della crisi dell’automotive piemontese, dove si moltiplicano le situazioni di incertezza. «La vicenda di Olsa si inserisce, purtroppo, in un quadro di difficoltà più ampio del comparto automotive piemontese, che richiede una regia pubblica stabile e una visione industriale di medio-lungo periodo».
Da qui la richiesta alla Regione: «Serve con urgenza un tavolo permanente sull’automotive che monitori passo dopo passo l’operazione Olsa e coordini le altre situazioni critiche del settore».
Un appello che arriva mentre resta ancora aperta la ferita Primotecs e mentre il ruolo del fondo Mutares continua a dividere. Il rischio, per il territorio, è quello di trovarsi di fronte a un nuovo capitolo di una crisi industriale che non accenna a fermarsi.

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