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27 Aprile 2026 - 15:10
Addio gas nelle case popolari: Torino punta sull’elettrico per cucinare (foto d'archivio)
Una piccola rivoluzione entra nelle case popolari torinesi. Niente più fornelli a gas nei nuovi alloggi: al loro posto arriveranno cucine elettriche, con piani a induzione e forni elettrici. È la decisione approvata dal consiglio di amministrazione dell’Agenzia Territoriale per la Casa (Atc), che introduce un provvedimento sperimentale destinato a incidere sulle future assegnazioni.
La novità riguarda gli appartamenti che verranno resi disponibili d’ora in avanti: non saranno più installati impianti a gas per la cucina, ma sarà predisposta l’infrastruttura necessaria per l’utilizzo di sistemi completamente elettrici.
Una scelta che punta su due fronti: sicurezza domestica e transizione energetica. «Eliminare il gas dagli alloggi dove è utilizzato solo per cucinare – spiega il presidente di Atc, Maurizio Pedrini – significa ridurre in modo significativo i rischi domestici, rendendo gli alloggi più sicuri».
Il tema non è solo quello degli incidenti. Sullo sfondo ci sono anche i costi energetici e l’incertezza legata agli scenari internazionali. «In un periodo in cui il prezzo del gas è soggetto, a causa della situazione internazionale, a futuri possibili incrementi – aggiunge Pedrini – la scelta di puntare solo sull’energia elettrica consente di eliminare una parte di costi fissi e rendere il patrimonio abitativo pubblico più efficiente e adatto alle sfide future».
La delibera non si limita agli alloggi già esistenti, ma guarda anche al futuro dell’edilizia pubblica. Nei nuovi interventi e nelle ristrutturazioni integrali non sarà prevista la rete del gas, privilegiando soluzioni completamente elettriche.
Restano però alcune eccezioni. Il provvedimento non riguarda circa 5mila appartamenti dotati di impianti autonomi per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria: in questi casi, dove il gas non è utilizzato solo per cucinare, la sua presenza resta necessaria.
Una misura che segna un cambio di passo nella gestione del patrimonio pubblico, tra esigenze di sicurezza, sostenibilità e contenimento dei costi, e che potrebbe rappresentare un modello anche per altri contesti urbani.

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