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Nuovo Spazio Popolare, vecchie polemiche: a San Mauro gli anziani rischiano di restare a mani vuote

Il caso Boccardo non si spegne. Inaugurazione della nuova sede al parco Einaudi, mentre i soci fuoriusciti dal circolo attendono risposte su mobili e trasparenza

Nuovo Spazio Popolare, vecchie polemiche: a San Mauro gli anziani rischiano di restare a mani vuote

Nuovo Spazio Popolare, vecchie polemiche: a San Mauro gli anziani rischiano di restare a mani vuote

Un nuovo “Spazio Popolare”, aperto alla cittadinanza e formato da quattro associazioni, ma con delle ombre che incombono ancora sulla vecchia sede di via Del Porto. Domenica 26 aprile, all’indomani delle celebrazioni per la Liberazione, è stata inaugurata una nuova realtà associativa al parco Einaudi a San Mauro Torinese.

Spazio Popolare – nato dall’unione di Boccardo, presidio Libera “Lea Garofalo”, sezione Anpi “Leo Lanfranco” e Seven Arts – intende rilanciare la vecchia sede del Cral, rimasta vuota dal 2022, trasformandola in un luogo condiviso dedicato a memoria, diritti e comunità.

Un progetto che, nelle intenzioni, punta a creare uno spazio vivo e intergenerazionale, capace di ospitare attività sociali, culturali e associative. L’inaugurazione, arrivata dopo la partecipata Pastasciutta antifascista del 25 aprile, ha visto la presenza delle principali realtà coinvolte e dei rappresentanti del territorio, segnando simbolicamente una nuova fase per quell’area.

Accanto però alle buone intenzioni, resta aperta una questione tutt’altro che chiusa. Per capire il nodo bisogna tornare indietro di qualche mese. Lo spostamento del circolo Arci Boccardo nella nuova sede del parco Einaudi nasce dalla vittoria di un bando comunale e dall'opportunità di rilanciare un luogo rimasto vuoto per anni. Una scelta che ha permesso all’associazione di ripartire, ma che ha anche provocato una frattura interna profonda con decine di soci che hanno lasciato il circolo.

Il taglio del nastro

Il Boccardo, infatti, è da decenni un punto di riferimento per la terza età, con molti iscritti anche ultraottantenni e novantenni. Proprio tra loro si è concentrato il malcontento: per una parte degli associati, il trasferimento al parco Einaudi ha significato un cambiamento troppo radicale, anche dal punto di vista logistico. Da qui la decisione di alcuni soci di uscire dal circolo e tentare di proseguire comunque l’esperienza nella sede di via Del Porto.

Una soluzione temporanea è stata individuata con il coinvolgimento del SEA (Servizio Emergenza Anziani), che dovrebbe consentire agli ex soci di restare nei locali per i prossimi sei mesi, con l’obiettivo di costituire una nuova associazione e partecipare a un futuro bando. Ma è proprio su questi spazi che si è riaccesa la polemica.

Il malcontento è diventato ancora più forte nelle ultime settimane, quando il gruppo di ex soci guidato da Massimo Bovolenta ha inviato una lettera formale al Comune per contestare l’intenzione del Boccardo di trasferire nella nuova sede anche mobili, attrezzature e arredi, lasciando i locali di via Del Porto completamente vuoti. «Il Boccardo non ha alcun titolo per portarsi via anche i mobili», ha sostenuto Bovolenta, chiedendo un intervento dell’amministrazione.

Da qui, la vicenda ha fatto un salto ulteriore, diventando anche un caso politico. La lettera, infatti, pur essendo protocollata e indirizzata anche ai consiglieri comunali, inizialmente non sarebbe stata trasmessa a tutti. A sollevare il problema è stata il consigliere di Fratelli d’Italia Paola Antonetto, che ha parlato apertamente di mancata trasparenza, denunciando di non aver ricevuto inizialmente il documento per via ufficiale, salvo poi ottenerlo dopo aver incalzato il segretario comunale.

Una situazione che ha alimentato interrogativi sul funzionamento della macchina comunale e sulla gestione delle comunicazioni interne, in un momento già delicato per gli equilibri politici cittadini.

Resta così un doppio livello nella vicenda. Da una parte, il recupero di uno spazio pubblico importante come quello del parco Einaudi, oggi restituito alla città attraverso un progetto condiviso tra associazioni. Dall’altra, una questione ancora aperta che riguarda la vecchia sede di via Del Porto e, soprattutto, il suo futuro.

Perché se il nuovo Spazio Popolare rappresenta una ripartenza, il rischio è che, a pochi chilometri di distanza, un gruppo di anziani si ritrovi solo con delle “grandi” (si fa per dire) stanze vuote. E su questo punto, al dei nastri tagliati e delle belle foto ricordo, bisognerà fare chiarezza. Pena la tenuta della stessa maggioranza Lista Guazzora-PD.

La nuova sede dello Spazio Popolare

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