Una controversia interna tra un'associazione e alcuni cittadini diventa un caso politico, con la minoranza in Consiglio comunale che chiede a gran voce che venga fatta chiarezza immediata. Sta facendo discutere negli ultimi giorni, a San Mauro Torinese, la lettera inviata da alcuni ex soci del circolo Arci "Boccardo" al municipio.
La lettera arriva al termine di una vicenda che va avanti da mesi e che ha spaccato il circolo. Tutto nasce dalla decisione del Boccardo di trasferirsi nella ex sede del Cral al parco Einaudi, struttura comunale rimasta vuota dopo la chiusura dello storico circolo nel 2022, travolto dall’aumento dei costi energetici e di gestione. Una scelta che, se da un lato ha garantito una nuova casa all’associazione, dall’altro ha generato forti malumori tra una parte degli iscritti, in gran parte anziani, legati alla sede di via Del Porto.
La situazione si è ulteriormente aggravata dopo il voto dell’assemblea che ha approvato il trasferimento, ma che ha anche segnato una frattura interna, con decine di soci usciti dal circolo. Da lì è nato un vero e proprio braccio di ferro, culminato negli ultimi giorni con la protesta degli ex iscritti, che contestano non solo la scelta dello spostamento, ma anche l’intenzione del Boccardo di svuotare i locali della vecchia sede portando via arredi e attrezzature, consegnando solo delle stanze vuote – quasi per "punizione" – agli ex soci che hanno lasciato il circolo e che rimarranno in via Del Porto almeno per i prossimi sei mesi. Il tutto, spigano gli ex soci, senza che il Boccardo ne abbia diritto, ragion per cui hanno inviato un documento ufficiale al civico 150 di via Martiri.
Ora, però, la partita si gioca tutta sulla trasparenza. Quella che dovrebbe essere l'abbiccì nella dialettica tra istituzioni e cittadini. «Sono venuta a conoscenza di quella lettera – commenta Paola Antonetto, consigliere comunale di Fratelli d'Italia – ma non l'ho mai ricevuta per via ufficiale. È una cosa molto grave, visto che era anche indirizzata ai consiglieri».
Il documento, consegnato al Comune e protocollato lunedì 13 aprile, era infatti diretto alla sindaca Guazzora, alla giunta comunale e ai consiglieri. Secondo quanto ricostruito da Paola Antonetto, alla sua richiesta di chiarimenti un impiegato del Comune avrebbe risposto: «Io so a chi è andata quella lettera...», senza fornire ulteriori spiegazioni, né il documento in sé.
«Altro che trasparenza! Se si comportano così con noi consiglieri, figuriamoci con i cittadini», aggiunge Antonetto. Il suo commento riporta anche lo spettro del difficile equilibrio tra Lista Guazzora e Partito Democratico, già emerso negli ultimi mesi su dossier ben più pesanti.

Basti pensare al piano regolatore, rimasto fermo per mesi tra tensioni e rinvii, fino al voto unanime del 27 marzo arrivato solo dopo un lungo “valzer” politico. O alla Solar Valley, dove la maggioranza si era spaccata apertamente, con astensioni pesanti proprio dai banchi del centrosinistra. In mezzo, anche l’astensione iniziale del vicesindaco Rastelli sul piano regolatore, che aveva parlato di mancanza di informazioni su un atto strategico.
Un quadro che racconta una maggioranza che ha faticato a restare compatta, salvo poi ritrovarsi – almeno formalmente – nelle ultime settimane. Una ricomposizione che molti leggono come necessaria in vista dei prossimi passaggi politici.
Ed è proprio qui che il caso della lettera del Boccardo assume un significato che va oltre la vicenda in sé.
Perché se da un lato non ci sono elementi per parlare di responsabilità precise, dall’altro è difficile non notare come l’episodio arrivi in un momento in cui i rapporti tra PD e Lista Guazzora sembrano essersi raffreddati dopo mesi di tensioni. E allora il dubbio che inizia a circolare dentro e fuori dal Palazzo Civico è che qualcuno stia scegliendo di far passare alcune in questioni in secondo (se non in ultimo) piano, proprio per evitare di alimentare nuovi attriti interni.
Nessuna prova, al momento. Ma una coincidenza che alimenta molti interrogativi. Perché alla fine il punto resta sempre lo stesso: una lettera protocollata esiste, è indirizzata anche ai consiglieri comunali, ma non è arrivata a tutte le persone destinatarie.
E finché non verrà chiarito il perché, il problema non sarà solo il Boccardo, ma la trasparenza delle istituzioni a San Mauro.
AGGIORNAMENTO:
Il consigliere Antonetto ha fatto sapere che la lettera degli ex soci del Boccardo è stata poi inviata anche ai consiglieri comunali nel tardo pomeriggio di mercoledì 15 aprile. «Ce l'hanno mandata – commenta Antonetto – solo dopo che sono andata in Comune a protestare. La mail ci è arrivata alle 18:10, dopo l'orario di lavoro degli uffici, segno che si è trattato di una soluzione improvvisata e caotica al problema. Se questo è il modus operandi del Comune, non oso immaginare quante possibili comunicazioni indirizzate a noi consiglieri ci siamo persi... Non critico l'operato della segreteria comunale: il problema è chi ha dato loro ordini di agire così».
Il segretario comunale, secondo quanto raccontato da Antonetto, avrebbe mandato ai consiglieri inizialmente un'altra lettera, protocollata in data 13 aprile come quella presentata dagli ex membri del circolo Arci. «È tutto normale, non c'è niente di strano», avrebbe risposto il segretario comunale ad Antonetto, sostenendo di aver dato priorità all'altra comunicazione perché arrivata prima. Peccato che entrambe le lettere fossero state ricevute e protocollate dal Palazzo Civico lo stesso giorno.
La comunicazione quindi è arrivata adesso anche ai consiglieri comunali, ma il caso sta mettendo in luce ancora una volta le crepe evidenti all'interno del municipio in materia di trasparenza e, probabilmente, anche di equilibri politici. Resta ora da vedere come si muoverà la maggioranza: se ascolterà la protesta degli anziani "ex Boccardo" o se permetterà al centro sociale di portare via i mobili dalla vecchia sede di via Del Porto.